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Un cane guardando un albero di Natale acceso pensa: finalmente hanno messo la luce nel cesso. (Romano Bertola)
Nella sua arroganza l’uomo attribuisce la propria origine a un piano divino. Io credo più umile e verosimile vederci creati dagli animali. (Charles Darwin)
Dalle talpe abbiamo imparato a fare i tunnel, dai castori a costruire dighe, dagli uccelli a fare le case, dai ragni a tessere. Dal tronco che rotola giù abbiamo imparato la ruota, da quello che galleggiava alla deriva la nave. Dal vento abbiamo imparato la vela. Chi ci avrà mai insegnato le cattiverie? Da chi abbiamo imparato a tormentare il prossimo e a umiliare il mondo? (Eduardo Galeano, liberamente tratto dal suo Le labbra del tempo, Primi rudimenti, p. 117)
A volte si accomoderà sul tappeto fissandovi con occhi tanto teneri, affettuosi e umani da intenerirvi e sarà impossibile credere che lì non vi sia un’anima. (Theophile Gautier)
Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare. (Igor Sikorsky)
I cavalli davanti mordono, dietro scalciano e nel mezzo sono scomodi. (Ian Fleming)
L’altro giorno ho lavato il mio gatto. I gatti amano lavarsi. Si è seduto, si è divertito, mi sono divertito anch’io. Il suo pelo mi si è attaccato alla lingua, ma a parte questo... (Steve Martin)
Gli animali non sono stupidi come si crede: non hanno né dottori né avvocati. (L. Doquier)
I gatti sono stati destinati a insegnarci che in natura non tutto ha uno scopo. (Garrison Keillor)
Per ogni paio di ferri di cavallo che gli uomini usano come portafortuna c’è, da qualche parte del mondo, un cavallo a piedi scalzi. (Allan Sherman)
Perché un frutto dignitoso come la fragola non ha avuto diritto a un albero come tutti gli altri? (Fabio Fazio)

Micia ha convissuto con me per 14 anni. Mentre scrivo queste righe, sento le lacrime pungermi gli occhi e inondarmi la gola. E’ morta il 4 luglio del 2006, a seguito dell’ investimento da parte di un’auto. Da un anno era malata di tumore cutaneo, ma la qualità della sua vita è stata discreta, nonostante tutto.
Dik 1 e 2, Chicco (cresciuto grazie ai biberon di mio fratello Marco), e poi i canarini, i pesci: ho pianto per ogni lutto. Del resto, l’ho fatto anche per la morte di uno scarafaggio installatosi in cucina...
Ma quando a passare in un’altra dimensione è stata Micia, mi sono affiorate spontaneamente alle labbra le parole di "Funeral Blues" di Wystan Hugh Auden: "Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;/imballate la luna, smontate pure il sole;/svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;/perché ormai più nulla può giovare."








