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Roma, via S. Saba 24, Teatro Anfitrione, da venerdì 3 a domenica 5 ottobre 2008, ore 21.00, rappresentazione teatrale Il sonno di Rosetta, uno spettacolo multimediale che “risveglia la coscienza”.
Il Sonno di Rosetta è uno spettacolo multimediale che mescola cinema e teatro con le sacre danze di Georges Ivanovic Gurdjieff.
Lo spettacolo – patrocinato da Comune di Roma, Provincia di Roma, Regione Lazio e Banco di Sardegna – nasce dalla collaborazione tra l’Istituto Para El Desarrollo Armonico “La Teca” di Barcellona e le Associazioni Culturali “La Teca” presenti nel territorio italiano.
Alla regia, Giovanni Maria Quinti, Vice Presidente dell’organizzazione di volontariato Sieropositivo.it. Buona parte del ricavato, infatti, andrà devoluta in favore delle iniziative promosse dall’associazione in favore di persone sieropositive, malate di AIDS e malate terminali.
“Il Sonno di Rosetta” si annuncia come una “chiamata al risveglio della coscienza”, “uno spunto per avviare una ricerca personale sul sentiero spirituale verso il ricordo e l’esperienza di ritorno a se stessi”.
Per prevendite ed informazioni sullo spettacolo: tel. 06.98357450, sito web www.gurdjieff.es
Per informazioni sull’associazione Sieropositivo.it: sito web www.sieropositivo.it
Per maggiori informazioni: Spes - Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio, mail: ufficiostampa@spes.lazio.it
Nelle raccolte poetiche Legno Brasile (Pau Brasil, 1925), Primo quaderno dell’alunno di poesia O. de Andrade (Primeiro caderno do aluno de poe sia O. de Andrade, 1927), espresse la necessità di un ritorno alle più autentiche origini della storia e della cultura brasiliane. Nel 1928 è la pubblicazione con Bopp del manifesto dell’antropofagia, rifiuto polemico e beffardo dell’Europa e riscoperta della cultura autoctona.
Della sua attività di narratore si ricordano: la "trilogia dell’esilio": I condannati (Os condenados, 1922), La stella d’assenzio (A estrela de absinto, 1927), La scala rossa (A escada vermelha, 1934); due romanzi "sentimentali": Memorie sentimentali di Joâo Miramar (Memórias sentimentais de Joâo Miramar, 1923) e Limite zero (Marco zero, 1943), complesso ritratto della società brasiliana.
Interessante il suo teatro d’avanguardia, per anni considerato troppo letterario e negli anni successivi riscoperto con successo: Il re della candela (O rei da vela, 1937), L’uomo e il cavallo (O homen e o cavalo, 1934), La morte (A morte, 1937).
"Sono un attore multimediale, nel senso che ho fatto le medie molte volte." (Raul Cremona, cit., p. 129)
L’arte di recitare consiste nell’impedire alla gente di tossire. (Sir Ralph Richardson)
La cosa importante nella recitazione è il saper piangere e ridere. Quando devo piangere penso alla mia vita sessuale. Quando devo ridere penso alla mia vita sessuale. (Glenda Jackson)
Il comico è il tragico visto di spalle. (Gérard Genette)
Se si spara a un mimo, si deve usare il silenziatore? (Steven Wright)
Giorgio Strehler, l’uomo che riuscì a trasformare una bocca in Milva. (Ellekappa)
Così, come mi vengono alla mente...
Dario e Jacopo Fo, Franca Rame
La Smorfia: Lello Arena, Enzo Decaro, Massimo Troisi
Ascanio Celestini
Marco Paolini
Marco Baliani
Giorgio Gaber
Gigi Proietti
Eduardo De Filippo
Beppe Grillo
Roberto Benigni
Lucia e Paolo Poli
Lella Costa
Carmelo Bene
Tullio Solenghi, Massimo Lopez, Anna Marchesini
Antonio Rezza & Flavia Mastrella...

Roma, Teatro Trianon, dicembre 1982. Prendo il materiale per iscrivermi alla "Scuola viva di teatro" di Leo De Berardinis, di durata biennale, con obbligo di frequenza per 5 giorni a settimana. La prova di ammissione consisteva nella recitazione di un brano a piacere (monologo, poesia, dialogo); di uno o più brani da il "Caino" di Byron (dialogo Lucifero-Caino, atto II, in entrambi i ruoli, una prima volta alla sua maniera, una seconda volta al modo di Totò, Keaton, M. Monroe, oppure alla maniera di un ladro/a, bugiardo/a, etc. a scelta); interpretati e poi parodiati: il "Faust" di Goethe, scena finale, nel carcere, e monologo della "lucertola" dal "Non si sa come" di Pirandello; recitati a memoria o leggendo il testo: una parte del XXXIII canto del "Paradiso" dantesco; un brano da "Le ceneri di Gramsci" di Pasolini; recitati e poi parodiati: "Alla luna" di G. Leopardi, "Il corvo" di E. A. Poe. La prova estemporanea consisteva nella dizione di versi greci o latini su intonazioni dell’insegnante e nello sviluppo, in forma di monologo o dialogo da recitare, di un tema dato dalla commissione. Un impegno notevole per le mie possibilità, uno dei miei sogni in frantumi. Me ne resta il rimpianto, ora che Leo De Berardinis è morto, a 68 anni, dopo ben 7 di coma (16 giugno 2001-18 settembre 2008) per sospetta malasanità.
Roma, piazza Navona, Centro de Estudos Brasileiros, Embaixada do Brasil: ho partecipato lì ad un laboratorio di teatro tenuto dall’attrice e regista uruguayana Christine Cibils, che aveva lavorato con il Living Theatre di New York e con il teatro Oficina do Brasil. Erano gli anni ’80 (secolo scorso: sigh!). Abbiamo lavorato su un testo di Oswald de Andrade e mi ero perfino illusa di capire il portoghese! Per fortuna, con me c’era la mia preziosa amica poliglotta, Gianna Attardo...
Sempre a Roma, inizio anni ’90, ho tenuto laboratori di teatro per bambini delle elementari al Teatro Stabile dei Ragazzi di Villa Lazzaroni, curando la regia di alcuni spettacoli. Anche lì insieme a tre amiche insostituibili: Loredana Di Mauro, Ketty Carluccio, Gigliola Lodoli.
A Nettuno ho fatto un’esperienza simile con ragazzi delle scuole medie, con Gilda Miconi, collega ed amica; a Poznàn (Polonia), con ragazzi delle superiori locali, nell’ambito di un progetto dell’UNESCO (teatro dell’ombra).
In più, ho partecipato ad altri laboratori e stage. Organizzato dalla Casa-laboratorio di Cenci in collaborazione con l’Associazione interculturale Soweto, ho lavorato al laboratorio di ecologia teatrale tenuto da Jairo Cuesta, attore e regista colombiano. Assistente di Jerzy Grotowski nel Teatro delle Sorgenti e in Objective Drama Program, dal 1976 al 1986, ha lavorato in Polonia, Francia, Italia, Messico, Haiti, USA. Ha condotto numerosi workshop per attori in varie parti del mondo e, negli ultimi anni, ha interpretato e curato la regia di opere di Shakespeare e di Beckett. Fondatore della Casa-laboratorio di Cenci, dove da anni guida ricerche in cui arte, educazione e natura si intrecciano in un’originale pratica di ecologia pedagogica, vive e lavora a Cleveland come condirettore artistico, insieme con James Slowiak, del New World Performance Laboratory. Lo stage è stato incentrato sugli elementi primari dell’arte della performance, sulla ricerca dell’unità organica tra corpo e spazio, tra individuo e natura. Si è trattato di una proposta di ricerca intorno alle tecniche corporee di movimento, alla sensibilità propriocettiva e cinestetica, all’attenzione, all’ascolto, alla presenza, in un’attività individuale attraverso voce, danza, lavoro creativo.
Con Francesca Ferri e Maria Mazzei di "O Thiasos Teatro Natura", ho avuto l’opportunità di sperimentare rispettivamente tecniche vocali e canto corale, e racconto orale.
Con Patrizia Lucattini e Félicité Mbezele Mengbwa (Casa Laboratorio di Cenci), ho affrontato il teatro come strumento privilegiato nella ricerca interculturale.






