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I maschietti non dovrebbero mai dimenticare che Ginger Rogers faceva tutto quello che faceva Fred Astaire, ma all’indietro e sui tacchi alti. (Faith Whittlesey)
Non me ne intendo di balletto. Tutto quello che so è che nell’intervallo le ballerine puzzano come cavalli. (Anton Cechov)
Era sincero come il sorriso di un ballerino di tip tap. (Morey Amsterdam)
Vai a vedere il balletto e vedi le ragazze danzare sulle punte. Ma perché non assumono ragazze più alte? (Greg Ray)
Segnalo il numero 105, ottobre 1996, del mensile di scienza dell’uomo "Riza Scienze", dedicato alla danza-terapia.
Benché sia passato un decennio dalla sua pubblicazione, resta purtroppo attuale, poiché non trovo applicazioni di danza-terapia diffuse nel territorio.
Gaber cantava: "Se potessi mangiare un’idea/avrei fatto la mia/rivoluzione". Aveva ragione.
La monografia, a cura di Paola de Vera d’Aragona, sottotitola: "Autoconoscenza: la via del corpo"

La mia famiglia mi ha permesso per 5 anni - a partire da quando ne avevo 6 - di frequentare i corsi di danza classica tenuti da Fausta Gaggi, diplomata all’Accademia Nazionale di Danza, dove è docente di Tecnica accademica.
Erano gli anni ’60 del secolo scorso (sigh!), quelli del boom economico e dell’inizio del consumismo sfrenato, a Roma, via Claterna, zona piazza Tuscolo. I saggi di fine anno si svolgevano tra teatri quali il Valle, l’Eliseo: da allora ho imparato ad amare l’odore caratteristico del palcoscenico. A piedi andata e ritorno, con mia cugina, Daniela Boscolo, mia madre e zia Vanda ci accompagnavano e, a fine lezione, ci aspettavano con robuste rosette imbottite di prosciutto.
Conservo ancora le scarpette da mezza e da punta (queste ultime troneggiano in bella vista sul pianoforte, sempre meno rosa confetto, sempre più giallastro - nicotina), due tutù. Uno è appeso alla cyclette nella stanza del reiki e dello yoga, l’altro fa bella mostra di sé su un pannello 123 x 90, ai piedi di un puzzle di Degas che non sono mai riuscita a finire, che ho intitolato "Frammenti".
Negli anni ho praticato danza moderna, movimento creativo, danza terapia e, nei periodi nei quali ho potuto avere accanto un partner disponibile, ballo liscio e latino - americano.
Attualmente mi dedico ad una branca della danza contemporanea, da me denominata scherzosamente "Babbion-dance"; avendo superato i 50 anni, da vera babbiona, non posso fare altro che una danza per babbione! L’insegnante, importante figura della danza contemporanea, nonché affermata coreografa, è Lilia Retrosi, della Compagnia Dance Point.







