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Per oltre 10 anni, a rotazione, le classi nelle quali insegnavo per più ore settimanali si sono autotassate per mantenere l’adozione a distanza di un bambino colombiano con l’associazione Giampi.
Mentre all’inizio tutta la classe versava il denaro, con il passare degli anni è andato aumentando il numero totale di coloro che si esimevano dal partecipare: restavano pur sempre una minoranza, ma hanno fatto la differenza. Chi aderiva, infatti, aveva una somma più alta da pagare.
Il massimo s’è raggiunto quest’anno, quando la situazione si è ribaltata a favore di chi non voleva partecipare, per cui niente adozione...
Ho spesso lavorato e lavoro con le classi alla composizione di poesie e alla scrittura creativa, talvolta unendole alle altre forme espressive.
I ragazzi amano questo genere di attività tanto che i risultati sono soddisfacenti, a volte addirittura spettacolari. Partendo da postura, respirazione e rilassamento, si lavora mediante brainstorming.
Mi sono stati di grande aiuto i seguenti testi:
Ersilia Zamponi, I Draghi locopei, Einaudi;
Gianni Rodari, Favole e fantasia, Einaudi;
Natalie Goldberg, Scrivere Zen, Ubaldini;
Tarthang Tulku, Il rilassamento Kum Nye, Ubaldini;
(e altri che aggiungerò quando li avrò trovati: devo fare ordine negli scaffali - e non solo!).
Il principe Carlo ha riconosciuto in un ospizio per barboni un suo vecchio compagno di classe delle elementari. Com’è crudele il destino. Due bambini sono in classe insieme, e dopo quarantadue anni nessuno dei due ha ancora un lavoro! (Daniele Luttazzi, cit., p. 84)
A volte penso che la guerra sia il modo che ha Dio per insegnarci la geografia. (Paul Rodriguez, attore messicano, cit., p. 184)
Dislessici di tutto il mondo...UTINEVI!! (Bumper Sticker, adesivi per auto, p. 182)
Quelli che possono, fanno. Quelli che non possono, insegnano. (John Le Carré)
Come potrei dimenticarmi della mia professoressa d’ italiano? Era ignorante come una zappa: si chiamava Marina Sefarei. Teneva un errore di grammatica pure nel nome.(Giobbe Covatta)
Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna agli insegnanti, e chi non sa insegnare agli insegnanti fa politica. ( Muriel Barbery, L’eleganza del riccio, Edizioni e/o, 2007, p. 48)
L’insegnamento è una professione estremamente delicata, molto raffinata, misteriosa, e la gente non lo capisce. (Frank McCourt, scrittore)
Ma a cosa serve saper calcolare le radici quadrate? (Fabio Fazio)
La gioventù di oggi è mostruosa! Non ha nessun rispetto per i capelli tinti. (Oscar Wilde)
La scuola è quell’esilio in cui l’adulto tiene il bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dar fastidio. (Maria Montessori)
Chi apre la porta di una scuola chiude una prigione. (Victor Hugo)
Tutto ciò che non so l’ho imparato a scuola. (Leo Longanesi)
Dobbiamo costruire una scuola in cui le minoranze etniche e le culture non occidentali possano essere ascoltate, sia come portatrici di conoscenza, sia come oggetti di studio. (Martha Nussbaum)
L’unico periodo in cui la mia educazione si è interrotta è stato quando andavo a scuola. (George Bernard Shaw)
"Sola Andata. Un viaggio diverso dagli altri" è una mostra interattiva su rifugiati e immigrati. Sono 120 milioni gli immigrati, i profughi e i rifugiati che, fuggendo da guerre, dittature e miseria, abbandonano il paese di origine per un viaggio di sola andata.
La mostra permette a ogni visitatore di mettersi nei panni di Rachid, o Fatos, o Juvénal, e rivivere le tragedie e la difficoltà dell’esilio; di immedesimarsi in uno degli 11 personaggi proposti ed essere il protagonista del suo viaggio verso il paese di accoglienza tra dogane, campi profughi, aeroporti, interrogatori, ma anche solidarietà e accoglienza.
Montaggi audiovisivi e ambientazioni sonore rendono il percorso completamente interattivo.
Tra il 1997 e il 1998 è stata allestita nei teatri di posa di Cinecittà.
"MICROCOSMOS, il popolo dell’erba", di Claude Nuridsany e Marie Pérennou, 1996, C, 75’
Uno stupendo documentario, prodotto da Jacques Perrin, che racconta ventiquattro ore della vita degli insetti in un prato durante una giornata estiva.

Imparare lezioni karmiche? A scegliere ortaggi bio e senza OGM? A suonare accordi al pianoforte? A smetterla col volere a tutti i costi cambiare la società? A imbastirmi l’orlo ai pantaloni? A dire agli altri il fatto loro senza offenderli? A dare un prezzo al mio dipinto preferito? A preparare uno straccio di cena per tempo?...
Imparare! Imparare! Imparare!
Contemporaneamente...
Insegnare! Insegnare! Insegnare!








