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Non mi separo con facilità dai miei quadri. Ne parlavo proprio oggi con Daniela Colonna, de I Magici Mutanti, che condivide il mio stesso stato d’animo. Mi fanno compagnia. Ne ho tutte le pareti tappezzate.
Quando alcuni sono altrove per qualche mostra, mi sorprendo a fissare con gli occhi della memoria i rettangoli più chiari sul bianco delle pareti, proprio sotto i chiodi. Provo stilettate di nostalgia.
Li riporto a casa con gioia, come persone care al rientro da un’assenza. Alla sola idea di venderli, o di regalarli, vengo colta come da un senso di vertigine.
Dovrò lavorarci su - non è bene questo attaccamento - con quali risultati ora non so...

Ho cominciato a esporre le mie opere in mostre collettive con il gruppo pittorico "Esplorazioni d’Arte", cui appartengo, nel territorio compreso tra Anzio e Nettuno, col nuovo secolo.
Ritengo che le manifestazioni artistiche debbano far parte della vita quotidiana, e che debbano trovare spazi il meno possibile paludati e il più possibile familiari al pubblico; inoltre, adoro le collettive, perché detesto i falsi artisti che provano invidia gli uni per gli altri o che pensano di essere meglio degli altri: credo nella cooperazione!
Una delle poche mostre personali è avvenuta contestualmente alla presentazione del mio libro, e non a caso nella bottega del commercio equo e solidale, fondata dall’Associazione culturale La Talpa, di cui faccio parte, poi rilevata e attualmente gestita con coraggio e inventiva dall’Associazione culturale Acquadolce.







