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CENTRO MEDITERRANEO DELLE ARTI, in coproduzione con LEGAMBIENTE FESTAMBIENTE SUD - TEATRO DEI FILODRAMMATICI, presenta:
ASSO DI MONNEZZA: i traffici illeciti di rifiuti di e con Ulderico Pesce Venerdi 30 maggio 2008, ore 21.30 Centro Sociale Horus Occupato Piazza Sempione 4 - Roma ingresso 5 Euro - Info: 333 6581879
Asso di Monnezza: i traffici illeciti di rifiuti in Italia, racconta i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali, che attanagliano l’Italia tanto da far dire che il vero asso nella manica è "quello di monnezza", vale a dire che l’immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento soprattutto alla malavita. E’ la storia di Marietta e della sua famiglia. Marietta è nata nella periferia di Napoli, a Pianura. Il balcone della sua casa si affaccia su una discarica di “monnezza” dove da 40 anni sono state sversate tonnellate di rifiuti, tra i quali 1000 tonnellate di liquidi chimici pericolosissimi provenienti dall’Acna di Cencio. Nata in una famiglia poverissima il suo primo giocattolo l’ha trovato proprio in questa discarica: una bambolina spelacchiata che ancora conserva; ma la discarica e i suoi fumi tossici le ha portato via tutta la famiglia, i genitori e una sorella stroncati da tumori. Rimasta sola Marietta si sposa con Nicola e va ad abitare in una masseria agricola a Giugliano, alle porte di Napoli, dove presto arriverà un’altra discarica: dove arriva Marietta arrivano le discariche. Marietta è marchiata dalla “monnezza” pertanto la odia ma, dopo un viaggio fatto a casa della sorella Marisa, nel quartiere Colli Aniene di Roma, dove si fa la raccolta differenziata porta a porta, e dove i rifiuti vengono riciclati, cambia vita. Torna a Giugliano, che come sempre è sommersa dai rifiuti e cerca, invano, di convincere le autorità a praticare gli stessi metodi scoperti nel quartiere di Roma. Nulla potendo comincia a praticare la raccolta differenziata porta a porta in assoluta autonomia e grazie all’aiuto dei figli Antonio e Vincenzo. Se Marietta e i figli raccolgono l’immondizia il marito Nicola e l’altro figlio Cristian la “nascondono”, nel senso che sono due malavitosi che smaltiscono, in cambio di molti quattrini, rifiuti industriali pericolosissimi provenienti dal Nord che loro gettano nel mare, nei fiumi, in discariche o direttamente sulla terra agricola. Il conflitto tra Marietta e il marito Nicola diventa il conflitto tra due modi di concepire l’ambiente la legalità e la vita in genere.
Due giorni di convegno sulla metropoli e i conflitti, ma anche teatro, musica, concerti, mostre, installazioni, video, con tutta la passione e le vertigini di un anno in movimento. Vogliamo festeggiare così il primo anno di occupazione, provando a parlare alla città e alle città - italiane ed europee - ai movimenti, a chi non si arrende alle passioni tristi e costruisce, giorno per giorno, percorsi di liberazione. Pronti, come ogni giorno, a giocarci tutto per tutto. Perché la felicità non si paga, si strappa.
Organizzazione PigrecoDelta Clotilde Recchia - Chiara Pazzini 338 3833791 - 347 1218353 info@pigrecodelta.it - www.uldericopesce.com
I rifiuti di Roma nella discarica di Malagrotta Ma il problema di una gestione all’acqua di rose dei rifiuti è esteso a tutta l’Italia, compresa la capitale che, se non avesse la grande discarica di Malagrotta, sarebbe sommersa dai rifiuti come Napoli visto che, anche a Roma, la raccolta differenziata ha una soglia molto bassa e non è mai nato un progetto serio di riduzione del rifiuto oltre che del riciclo. E’ solo da qualche mese che, in alcuni quartieri della città, è partita la raccolta differenziata porta a porta, come ai Colli Aniene, dove si arriva a raccogliere il 65% dei rifiuti. In questa mancanza di organizzazione di Roma nella gestione dei rifiuti ha prosperato il signor Cerroni, proprietario della discarica di Malagrotta che, dalle giunte regionali di tutti i colori politici ha avuto autorizzazioni ad estendersi e a svilupparsi fino alla realizzazione dell’attuale “inceneritore” fatto con il contributo economico del governo italiano.
I rifiuti in Lombardia
Nello stesso tempo lo spettacolo si sofferma sulle illegalità accertate in varie regioni d’Italia, onde evitare che si possa pensare che il traffico illecito dei rifiuti sia qualcosa che riguarda solo la Campania, in tal senso Pesce ironizza anche sulla “civile” Lombardia dove è finito in galera per traffici illeciti di rifiuti un vice comandante della Polizia provinciale, e dove sono state accertate, solo nella città di Milano, ben 193 discariche abusive tra le quali ben 4 nel solo Parco Agricolo Sud dove sono stati ritrovati fusti di rifiuti chimici, lastre di amianto, pneumatici ed altro. Fra le tante discariche disseminate su tutto il territorio regionale “menzione speciale” per quella di Cantello, in provincia di Varese, a pochi metri da un pozzo dell’acquedotto e quella nella Vadidentro, in provincia di Sondrio, dove sono state trovate addirittura ossa umane.
Ma in Lombardia anche gli impianti di smaltimento dei rifiuti gettano luci inquietanti visto che quelli di Melzo e di Segrate, in provincia di Milano, sono finiti sotto inchiesta perché sulla carta smaltivano tonnellate di rifiuti che viceversa venivano dirottati in un impianto nel cuore di Milano, in via Frigia, collocato nei pressi di una scuola elementare, che ha smaltito materiale non autorizzato quale rifiuti industriali, plastica ecc. Per questi traffici è stato indagato anche l’assessore regionale con delega ai rifiuti, l’indagine della Magistratura si chiama “gioco delle tre carte”.
Nello spettacolo si denuncia inoltre una gestione che i carabinieri definiscono “allegra” del termovalorizzatore dell’Accam s.p.a., alla periferia di Busto Arsizio in provincia di Matera, che ha permesso l’ingresso di rifiuti - in particolare prodotti alimentari scaduti, plastica mischiata a imballaggi e terre da spazzamento senza il previsto trattamento – che per tipologia e codici impropri non sarebbero potuti entrare all’Accam.
Obiettivo dello spettacolo
Ulderico Pesce con questo spettacolo mira a far luce su due punti:
sul sistema di smaltimento dei rifiuti urbani di cui si parla abbondantemente sulla stampa, e che vede il Sud dell’Italia “incapace di gestire la monnezza” perché nelle mani della malavita e della clientela politica, e un Nord capace ed efficiente;
sul sistema di smaltimento illegale dei rifiuti industriali, di cui la stampa non parla mai, e che vede il ricco Nord produrre rifiuti chimici pericolosissimi dei quali, parti consistenti, vengono scaricati nel Sud dell’Italia, sulla terra agricola, nelle fabbriche di fertilizzante per l’agricoltura, nel mare, nei fiumi ecc.
A proposito dello smaltimento di questi liquidi industriali va detto che l’anello centrale della catena è rappresentato dai Laboratori chimici, prevalentemente Toscani, che sono pronti in cambio di quattrini a rilasciare falsi certificati in cui si dichiara che le sostanze tossiche quali cromo, zinco, arsenico e altro, sono state lavorate e rese innocue. Con questi falsi certificati i trafficanti attraversano con tutta tranquillità mezza Italia e scaricano questi prodotti in discariche abusive, su terreni agricoli, nei laghi e nel mare. In Italia sparisce ogni anno, una montagna di rifiuti tossici alta 2.600 metri e una base di tre ettari. Dove finiscono queste montagne di porcheria? Nell’ambiente!
Ulderico Pesce in Asso di Monnezza sottolinea infine la necessità di punire penalmente i reati ambientali inserendo nel Codice Penale Italiano il reato contro l’ambiente.
Oggi, in Italia, si concretizza una vergogna: se si uccide o si ruba qualcosa si commette un reato punito penalmente, se si contamina il mare o la terra il reato non è punito penalmente ma nella maggior parte dei casi si risolve con un’ammenda pecuniaria. Affinché il reato contro l’ambiente venga inserito nel codice penale Pesce ha dato vita ad una petizione popolare sul sito www.uldericopesce.com
Asso di Monnezza rientra nel filone del Teatro Civile già percorso da Ulderico Pesce con Storie di Scorie: il pericolo nucleare italiano. Il testo è stato scritto in base alla documentazione ufficiale della Magistratura italiana e al Rapporto ecomafie di Legambiente, molte delle indagini citate sono ancora in corso, e nello spettacolo si denunciano i Clan della Camorra che si dedicano a questa fruttuosa attività, i funzionari delle Istituzioni pubbliche coinvolti e i titolari delle “finte” ditte di compost fertilizzante per l’agricoltura che sempre più spesso scaricano rifiuti tossici in discariche abusive o sulla terra agricola.
Quando l’ultimo albero sarà abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro. (Corvo Rosso, grande capo pellerossa, cit., p. 165)
Ormai l’Italia convive con il crimine. Dopo tanti anni non è escluso che si arrivi al matrimonio. (Gabriella Ruisi)
Non c’è dubbio che questa idea di meditare prima di esporre il proprio pensiero, mentre sarebbe così comodo esporlo senza aver meditato, ha rovinato il carattere di molta gente: ne seppero qualcosa Schopenhauer e Leopardi, mentre guardate come è sempre lieto il ministro Tanassi. (Fortebraccio)
Se un uomo vi viene a raccontare che è diventato ricco grazie al duro lavoro, dovreste chiedergli: "Di chi?". (George Bernard Shaw)
Mio nonno una volta mi disse che esistono due tipi di persone: quelli che fanno il lavoro e quelli che si prendono i meriti. Mi consigliò di provare a far parte del primo gruppo perché c’era molta meno competizione. (Indira Gandhi)
Le nostre idee non moriranno quasi mai. (Ellekappa)
Eravamo poveri. Se non fossi stato un maschietto, non avrei avuto niente con cui giocare. (Red Foxx)
C’era un tipo in sala. Mi ha detto: "Tu sei italiano! Allora sei un mafioso!" Gli ho risposto: "No, non è giusto pensare che ogni italiano sia un mafioso". Ma lui insisteva, diceva che ero un mafioso. Così l’ho fatto ammazzare. (Dante)
Il sogno della democrazia è di innalzare il proletariato al livello di stupiditàche ha già raggiunto la borghesia. (Gustave Flaubert)
Il neonazismo è così imbecille che potrebbe trovare in Italia il suo habitat naturale. (Ellekappa)
Negli anni Settanta ero contro lo Stato. Poi negli anni Ottanta ho cominciato a pensare che lo Stato non ci fosse più. Oggi penso che lo Stato ci sia e si sia ormai insediato come un cancro nel corpo sano della mafia. (Paolo Rossi)
Per anni ho conservato le due lastre tipografiche (avute in dono dal giornalista de L’Unità che ci ha fatto da guida durante una visita di istruzione con una classe terza che aveva realizzato il giornalino scolastico) con l’incrollabile certezza che mi sarebbero tornate utili in futuro.
Il quadro è stato realizzato in più riprese, ma la sua prima "stesura" risale al 28 gennaio 2005, a circa un mese dallo tsunami, a un giorno dal sessantesimo anniversario della liberazione dei lager nazisti.
Vi compare il famigerato cancello di Auschwitz, sovrastato non più dalla scritta "Il lavoro"(Arbeit macht frei) bensì "Il mercato rende liberi" (vignetta di Massimo Bucchi su La Repubblica), a tenere prigionieri milioni di esseri umani, "liberi" di morire di fame, di sete, di povertà, di ingiustizia.
Sulla lastra tipografica le scritte sono al contrario, ovviamente; ho giocato con il dritto/rovescio, utilizzando alcune scritte per un discorso che è così: "Caro, ti scrivo. Il mercato rende liberi potrebbe essere messo sul cancello di Auschwitz oggi. Sessant’anni fa dalle dittature nazi-fasciste furono sterminati milioni di ebrei, oppositori , invalidi, vecchi, bambini, zingari, omosessuali, testimoni di Geova. Oggi dal mercato la stessa sorte è inflitta a milioni di persone, soprattutto bambini, del Sud del mondo. L’unità si invoca, ma a parole(la scritta è al contrario).
Caro, provaci ancora, ma stavolta al DiRITTO, perché senza giustizia l’olocausto si perpetrerà".
La lastra a scuoterla suona come deve aver rombato lo tsunami, cui fanno riferimento gli articoli.
La produzione della carta di Amalfi ha una lunga e gloriosa tradizione storica, iniziata con l’espansione araba nel medioevo. Già nel 1200 Amalfi forniva carta per atti pubblici e privati a tutte le città dell’Italia meridionale, quindi alle corti degli Angioini, degli Aragonesi, del Vicereame spagnolo, della corte Borbonica.
Oggi è realizzata con carta riciclata, ha PH neutro, non è trattata con cariche né sbiancanti. E’ ottima per tecniche grafico-pittoriche (stampa dell’incisione, acquaforte, acquarello, acrilico, tempera etc.) ed è usata da pittori e stamperie d’arte contemporanea nazionale e internazionale.

L’arte - tutte le arti - serve per la crescita personale e collettiva nell’era della globalizzazione? Qual è il suo ruolo oggi?
Domande impegnative. Ho cominciato a pormele in modo consapevole grazie a Luca Del Guercio, artista concettuale da me conosciuto attraverso Ada Impallara, dell’Associazione Synkhronos.
Resto felicemente stupita nel constatare quanto siano numerose le persone che, come me, dedicano un po’ del loro tempo in qualche attività artistica, strappandolo alla frenesia del quotidiano, difendendolo con le unghie e con i denti.
Siamo talmente tanti che potremmo formare un movimento potente, in grado di incidere sulle politiche dei governi, affinché tutti nel mondo possano avere a disposizione puliti e genuini: aria, acqua, cibo, riparo, giustizia e... arte a volontà!!!
Inutile aggiungere quanto faccia paura un’ipotesi del genere a chi vuole continuare a perpetuare il "divide et impera": il barbaro assassinio dell’artista milanese Pippa Bacca, al secolo Giuseppina Pasqualino, ne è emblema.















