Home page17 Filosofia
Brevi
Filosofia in gioco
sabato 3 Maggio

La gloriosa rivista filosofica Aut Aut, fondata nel 1951 da Enzo Paci, oggi diretta da Pier Aldo Rovatti, ha dedicato il numero di gennaio - marzo 2008 al gioco, tema di altri suoi numeri monografici. Fra i tanti contributi, questo si segnala soprattutto per la presenza di 4 testi, mai tradotti in italiano o poco conosciuti, di Johan Huizinga, Emile Benveniste, Roger Callois e Maurice Blanchot che, assieme ai volumi di Huizinga e Callois, costituiscono il punto più alto della riflessione filosofica novecentesca sul gioco.

Ho spesso usato e ricorro frequentemente al gioco nella mia attività didattica, consapevole che giocando si impara e ci si diverte. Il che non guasta.

Segnalo: Johan Huizinga, Homo ludens, Einaudi, 1973; David Earl Platts, I giochi di Findhorn. Trovare l’armonia del gruppo e scoprire se stessi con il gioco, Macro, 1998; Eric Berne, A che gioco giochiamo, Bompiani, 1999; Donald W. Winnicott, Gioco e realtà, Armando, 1995; Gianni Rodari, Giochi nell’Urss. Appunti di viaggio, Einaudi, 1984; Marco Fratoddi e Rosolino Trabona, 100 strade per giocare, CUEN Ecologia-Legambiente, 1996; Elve Fortis de Hieronymis, Così per gioco..., Einaudi, 1979; Matteo Morozzi e Antonella Valer, L’economia giocata. Giochi di simulazione per percorsi educativi verso una società sostenibile, EMI, 2001; Gianfranco Zavalloni, Roberto Papetti, I giocattoli dei popoli. Manuale per conoscere e creare giocattoli di ogni cultura, Macro, 1997; Rosolino Trabona, Giocattoli e giochi. Per una antropologia del gioco, Il Gabbiano, 1993; Umberto De Angelis, Il laboratorio della ludoteca, Il Gabbiano, 1996; Lino Ferracin, Piera Gioda, Sigrid Loos, Giochi di simulazione per l’educazione allo sviluppo e alla mondialità, Elle Di Ci, 1993; Roberto Papetti, Gianfranco Zavalloni, Giocattoli creativi. L’arte di costruire giocattoli con materiali semplici, Macro, 1997; Paolo Marcato, Cristina del Guasta, Marcello Bernacchia, Gioco e dopogioco. Con 48 giochi di relazione e comunicazione, La Meridiana, 1997; Paolo Marcato, Augusta Giolito, Luciana Musumeci, Benvenuto! Con 32 giochi di accoglienza, La Meridiana, 1997; AAVV, I giochi di simulazione nella scuola, Zanichelli, 1987; Ennio Peres, Giochi matematici, Editori Riuniti, 1986.

 
Battute sulla filosofia
domenica 18 Marzo

La più certa prova dell’esistenza di intelligenza da qualche altra parte nell’universo sta nel fatto che non ha mai provato a contattarci. (Bill Watterson, autore del fumetto Calvin & Hobbes, in Le formiche e le cicale. Anno 2004, di Gino & Michele e Matteo Molinari, Kowalski, 2003, p. 166)

Povera e nuda vai, Filosofia. (Francesco Petrarca, ibidem, p. 60)

Il gelato è squisito. Strano che non sia illegale. (Voltaire), Ibidem, p. 44)

Quando colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla non sa cosa stia dicendo: questa è filosofia. (Voltaire)

Anche sul trono più elevato del mondo si è pur sempre seduti sul proprio culo. (Montaigne)

Ci sono certi scrittori che riescono a esprimere già in venti pagine cose per cui talvolta mi ci vogliono addirittura due righe. (Karl Kraus)

Il nulla nulleggia. (Martin Heidegger)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle. (Voltaire)

Se la vita ti sorride, ha una paresi. (Paco D’Alcatraz)

Mettiamo che una notte mi venga voglia di mangiare una mozzarella ma mi accorgo che è scaduta ieri. Se prendo un aereo e cambio fuso orario posso ancora mangiarla? (Fabio Fazio)

Che parlando ci si intenda, questo non è mai qualcosa di garantito. (Emanuele Severino)

 
I miei scritti
lunedì 12 Marzo

Letteratura russa e nordica alle origini.

Analisi congiunta di "Salario, prezzo e profitto" e del primo libro de "Il Capitale " dal punto di vista politico.

Ricerca preliminare sul "Kant’s Ethical Theory" di W. D. Ross.

L’influenza della linguistica applicata nell’informazione documentaria e libraria a partire da Port-Royal.

Regione Puglia. Regione Toscana. Schede.

L’etica in W. D. Ross. L’analisi delle nozioni right, good e duty.

Catalogazione semantica ed elaborazione elettronica. Prospettive e problemi per la ricerca e la produzione della cultura.

 
ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ: Conosci te stesso

 

 

 

lunedì 26 luglio 2010
di Sandra Collauto
popolarità articolo : 29%

E’ una parola...! γνῶθι σεαυτόν (by Wikipedia, in costruzione...)

La notte tra 10 e 11 agosto 2010 ho sognato il quadro che mi ero ripromessa di dipingere sull’argomento. Lo vedevo finito come l’ho visto la prima volta con gli occhi della mente. A Clara esprimevo con voce profonda l’esigenza di dipingerne versioni diverse.

L’esortazione conosci te stesso è un motto greco (Γνῶθι σεαυτόν, gnôthi seautón), iscritto sul tempio dell’Oracolo di Delfi e può ben riassumere l’insegnamento di Socrate, in quanto esortazione a trovare la verità dentro di sé anziché nel mondo delle apparenze. La locuzione latina corrispondente è Nosce te ipsum. La frase scritta sul tempio tradotta recita: "Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l’universo e gli Dei". È anche utilizzata in latino la versione Temet nosce.

Il significato originario è incerto, ma da alcune formule (Nulla di troppo, Ottima è la misura, Non desiderare l’impossibile), andrebbe inteso come un invito a conoscere i propri limiti, «conosci chi sei e non presumere di essere di più»; sarebbe stata dunque una esortazione a non cadere negli eccessi, a non offendere la divinità pretendendo di essere come il dio. Del resto, tutta la tradizione antica mostra come l’ideale del saggio, colui che possiede la sophrosyne (la saggezza), sia quello della moderazione. Eppure ciò non spiega come mai nella sua forma più estesa nell’ammonito delfico appaiono i passi "In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. Oh Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei", infatti il motto potrebbe essere un’esortazione alla conoscenza dell’anima la quale, essendo di natura divina, porterebbe alla conoscenza delle Divinità. Non a caso troviamo questo concetto in vari elementi filosofici e religiosi del periodo ellenico e romano, gli Orfici credevano che l’anima fosse di natura divina e infatti la chiamavano daimon, che significa divinità minore. Inoltre per gli stoici la realizzazione, chiamata oikeiosis, avveniva attraverso la percezione interna, pratica simile se non identica alla meditazione di base induista e buddhista, mentre nel neoplatonismo l’anima proveniva dall’Uno e attraverso l’estasi vi faceva ritorno. Infine nello Gnosticismo, in cui la cultura greca ebbe grande influenza, la conoscenza del Divino partiva dalla conoscenza di sé che spesso si otteneva attraverso pratiche meditative

Allo stesso tempo il motto può essere considerato la forma originaria dello scetticismo metodologico e del metodo della sospensione del giudizio; in questo senso esso va interpretato come una denuncia dell’impossibilità di conoscere alcunché con certezza.

Il conoscere se stessi può sembrare in opposizione al conoscere il mondo, ma le due conoscenze possono considerarsi due facce di una sola medaglia: la filosofia è slancio dell’uomo verso il conoscere e una conoscenza viva e attuale non può prescindere dalla mente che conosce (e dai suoi condizionamenti).

Pensatori come Socrate e Krishnamurti hanno sottolineato perentoriamente l’importanza di una conoscenza diretta e viva del mondo, il che non è possibile senza rendersi conto di come funziona la propria mente, di come essa conosce e riconosce le cose. Capire questo funzionamento significa potersi liberare da pregiudizi e condizionamenti culturali e poter conoscere senza filtri.

Nelle Enneadi di Plotino questo precetto delfico è al centro della trattazione della parte antropologica e psicologica e segna il percorso evolutivo e mistico diretto al congiungimento con la propria essenza divina.

Un concetto simile si trova anche nel monito di Sant’Agostino: "Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas" (Non andare fuori, rientra in te stesso: è nel profondo dell’uomo che risiede la verità).

A partire da Pitagora, che spingeva gli uomini a realizzare sé stessi, per arrivare a Kant, molti filosofi hanno espresso l’importanza di conoscere se stessi nella propria autocoscienza prima di iniziare a scoprire le verità assolute. E molte altre culture hanno compreso l’importanza di questa affermazione: dalla cultura indiana, con gli Inni vedici, alle altre culture orientali, oltre a quella occidentale.

Qualche citazione sull’argomento.

Quale è il primo dovere dell’uomo? La risposta è breve: essere se stesso. (Henrik Ibsen)

Chi conosce gli altri è sapiente, chi conosce sé stesso è illuminato. Chi vince gli altri è potente, chi vince se stesso è forte. (Laozi)

Guarda dentro di te: dentro di te è la fonte del bene sempre capace di zampillare, se sempre saprai scavare in te stesso. (Marco Aurelio)

Non uscire da te, ritorna in te stesso, nell’interno dell’uomo abita la verità. (Sant’Agostino)

Conosci te stesso. (Socrate)

L’uomo è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono. (Protagora)

Ti avverto, chiunque tu sia. Oh tu, che desideri sondare gli arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. Oh Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei. (Oracolo di Delfi)

Nel film Matrix del 1999, l’Oracolo spiega a Neo il significato di essere l’Eletto: « Sai cosa dice quella scritta? [La frase latina Temet Nosce, intagliata su un pannello di legno] "Conosci te stesso". Voglio confidarti un piccolo segreto: essere l’Eletto è come essere innamorato. Nessuno può dire se sei innamorato, lo sai solo tu. Te ne accorgi per istinto. » (Oracolo, Matrix)

Squander , degli Skunk Anansie, su youtube:

 
Le immagini di questo articolo :
Foto di Renata Cerasoli. Sandra Collauto, Naussa (Paros), 25 luglio 1987.
  • Titolo : Sandra Collauto. Cicladi
  • Dimensione : 556 lxh 600
  • peso : 47.8 Kb
  • Formato : JPG
Sandra Collauto, Γνῶθι σεαυτόν, 50 x 60, terre naturali, acrilici e intonachino su tela di juta, 21 agosto 2010
  • Titolo : Sandra Collauto, Γνῶθι σεαυτόν, 2010
  • Dimensione : 600 lxh 503
  • peso : 46.3 Kb
  • Formato : JPG
Articoli di questa rubrica
  1. Chi ha ragione?
    17 febbraio 2007

  2. Attesa
    25 febbraio 2007

  3. Ragnatele
    6 marzo 2007

  4. L’ostacolo
    6 marzo 2007

  5. Yale (quadro+ poesia+L. Dalla+G. Gaber)
    6 marzo 2007

  6. Le età della vita
    6 marzo 2007

  7. Sul buon uso della lentezza
    25 marzo 2007

  8. Contro la meritocrazia
    7 aprile 2007

  9. Sopravvivere contro natura
    8 febbraio 2009

  10. Incomunicabilità
    5 aprile 2009

  11. ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ: Conosci te stesso
    26 luglio 2010