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Brevi
Roma Yoga Festival
venerdì 30 Maggio

Roma Yoga Festival: Roma, Cascina Farsetti di Villa Doria Pamphili, 7 - 8 giugno 2008.

Due giorni di full immersion nel mondo dello yoga, dall’Hatha all’Ashtanga, dal Kundalini all’Anusara, dal Raja all’Iyengar: corsi di ogni livello, workshop, seminari e conferenze da prenotare sul sito della manifestazione.

Ogni scuola ha un nome diverso, ma identici sono i principi base; tutte mirano a rinvigorire, sostenere e curare il fisico mediante l’armonia mente - corpo.

Per partecipare è necessaria un’attrezzatura minima: un tappetino di caucciù e una tuta. Fra gli appuntamenti, sabato 7 allo spazio workshop Grazia Melloni, maestra di Iyengar Yoga presenta La ricerca di noi stessi attraverso gli Asana.

 
Casalelaluna di Paola Guadagnoli
sabato 24 Marzo

Ho conosciuto Paola Guadagnoli alle lezioni di hata yoga. E’ una donna coraggiosa e determinata, che ha trovato la sua strada tra gli uliveti della Sabina.

Lì, in località Le Piana, Casaprota, ha edificato l’agriturismo Casalelaluna, con agricoltura biologica, cucina vegetariana e artigianato in pelle e tessuto.

Auguri, Paola!

 
Capire la malattia, non combatterla
martedì 20 Marzo

Due sono i testi che hanno rafforzato in me la diffidenza prima, il rifiuto poi, verso la medicina ufficiale del mondo industrializzato:

Ivan Illich, Nemesi medica. L’espropriazione della salute, Edizioni Macro-red, 1991;

Giorgio Mambretti e Jean Sèraphin, La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione?, Amrita, 1999.

Nel mio percorso di crescita personale, fondamentale è stata la lettura di

Thorwald Dethlefsen e Rudiger Dahlke, Malattia e destino. Il valore e il messaggio della malattia, Mediterranee, 1990.

 
Battute
domenica 18 Marzo

"Recentemente ho letto la Bibbia. Non male, ma il personaggio centrale è poco credibile." (Woody Allen, in Le formiche e le cicale. Anno 2004, cit., p. 25)

"Nella Bibbia, l’autore del libro è anche l’autore dei lettori." (Roberto Benigni, Ibidem, p. 25)

"Sono d’accordo a far dire le preghiere a scuola, purché venga trovato un posto per l’algebra in chiesa." (Dylan Brody, Ibidem, p. 37)

"Ma non ho tempo per il salutismo, crepare più tardi serve solo a farci invecchiare." (Antonio Rezza, Credo in un solo oblio, Bompiani, 2007, p. 61)

"Di fronte alla paura che ci perseguita abbiamo bisogno di credere in qualcosa: in Dio, nella medicina, nelle fate..." (Damien Hirst)

"Dio è l’espressione di un atteggiamento essenzialmente pessimistico" (Emanuele Severino)

Se per farmaci intendete porcherie di farmacia, io sono di avverso parere. L’ultima volta che andai dal dottore mi diede tante medicine che, dopo guarito, stetti male per un mese intero.(Groucho Marx)

C’è un tale bisogno d’amore nel mondo, che certe donne amano persino il loro marito. (Pitigrilli)

 
Il Libro Tibetano del vivere e del morire
domenica 18 Marzo

Segnalo un testo che mi è sempre stato accanto nella sofferenza:

Sogyal Rinpoche, Il Libro Tibetano del vivere e del morire, 1994, Ubaldini.

 
La memoria dell’acqua

 

 

 

giovedì 17 luglio 2008
di Sandra Collauto
popolarità articolo : 100%

Quello che i mass-media non dicono (silenzio stampa in ossequio alle multinazionali farmaceutiche): la memoria dell’acqua è ormai un dato di fatto, provato attraverso il metodo sperimentale dopo 18 anni di studi. I risultati al XXIII congresso dell’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia (AIOT). Dimostrata una volta per tutte la validità di omeopatia, omeotossicologia, fitoterapia, fiori di Bach.

Sabato 24 maggio 2008 si è svolto a Roma il XXIII Congresso Nazionale di Omeopatia, Omotossicologia e Medicina Biologica, organizzato dall’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia (AIOT), dal titolo Efficacia e validità scientifica di Omeopatia e Omotossicologia - recenti acquisizioni -.

Nell’ambito del congresso è stata distribuita e presentata la quarta edizione riveduta e aggiornata del libro Le evidenze scientifiche dell’efficacia di omeopatia-omotossicologia (Guna Editore, aprile 2008, pagine 144), cui ha dato il titolo. L’obiettivo del volume è comprovare scientificamente, mediante metodo sperimentale, che i rimedi omeopatici producano effetti terapeutici definiti e specifici.

I dati dimostrano inequivocabilmente l’attività biologica definita e l’efficacia terapeutica dei medicinali omeopatici oggetto di studio, chiarendo definitivamente l’inconsistenza delle pretestuose e faziose motivazioni di coloro che - nonostante la produzione di prove provate sperimentalmente - continuano a discreditare l’Omeopatia, che fin dai propri inizi storici ha avuto e ha un’impostazione sperimentale sull’uomo (proving). Proprio per ciò il volume Le evidenze scientifiche dell’efficacia di omeopatia-omotossicologia non è coperto da copyright e anzi ne è autorizzata la riproduzione -anche parziale - e l’utilizzo per scopi didattici.

Tra gli altri hanno esposto i risultati delle loro ricerche:

Prof. Emilio Del Giudice - Ricercatore c/o l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Sezione di Milano;

Prof. Fritz-Albert Popp - Direttore dell’International Institute of Biophysics, Neuss - Germania;

Prof. Vittorio Elia - Professore Associato di Chimica-Fisica del Dipartimento della Facoltà di Chimica dell’Università “Federico II”, Napoli

L’acqua, essendo materia, è caratterizzata da una specifica conformazione geometrica: si dispone infatti a tetraedro e quindi le sue molecole possono assumere varie forme che concorrono alla costruzione di strutture diverse di volta in volta.

Infatti, analizzando due fiocchi di neve al microscopio, risultano diversi uno dall’altro, e c’è anche di più: sciogliendo separatamente i due fiocchi e facendoli gelare nuovamente, si ri-ottengono gli stessi identici fiocchi.

Questo è il fenomeno poeticamente definito come memoria dell’acqua. Infatti ogni molecola dell’acqua possiede un’identità geometrica originale e inconfondibile, che la rende unica fra miliardi di miliardi di altre simili.

E proprio da questo principio prendono il via molte discipline terapeutiche quali l’omeopatia, i fiori di Bach, l’aromaterapia e la cristalloterapia.

L’acqua porta quindi la memoria dell’elemento con il quale è entrata in contatto e lo fissa geometricamente nella sua memoria. Di conseguenza questo significa che tali rimedi entrano in noi attraverso pelle, sotto lingua, olfatto o apparato digerente, e ci trasmettono la memoria a loro disposizione, scatenando la nostra risposta personale.

Ed è per questo che si innesca il processo di guarigione con una diluizione altissima di acqua e veleno di api, tanto per fare un esempio: ed è giustissimo dire che oramai non rimane nemmeno la traccia del veleno nel rimedio omeopatico finale. La traccia no, ma la memoria sì.

Allo stesso modo l’acqua usata per lavare le cisterne delle navi che trasportano materiale radioattivo, l’acqua che viene usata per lavare il sangue dei macelli, l’acqua che lava un terreno impestato di antiparassitari, anche se evapora e si condensa trasformandosi in pioggia a migliaia di chilometri più in là, conserva ancora la sua memoria di violenza subita.

"Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma"

Il famoso uomo di scienza giapponese Masaru Emoto ha portato avanti nell’ultimo decennio degli esperimenti davvero significativi nell’ambito dell’acqua.

Ha rivolto all’acqua delle parole di diverso significato, e ha scattato poi una sequenza di fotografie della stessa acqua alla temperatura di 5°C sotto zero.

L’acqua investita dalla frase "mi fai star male" assumeva una struttura caotica simile a un tumore, mentre l’acqua che aveva ricevuto la parola "amore" presentava caratteristiche geometriche perfette, come quelle di un cristallo.

Un altro esempio che, alla luce di quanto esposto, può far rabbrividire potrebbe essere la persona che si dice "Odio il mio corpo" oppure "Odio la mia faccia", scatenando una reazione nella memoria dell’acqua del suo organismo, che a lungo andare certamente non migliora la situazione, come ha evidenziato Louise L. Hay nei suoi libri.

Ricapitoliamo: l’acqua è alla base di ogni forma di vita (e noi la sprechiamo); l’acqua memorizza le informazioni ed è in grado di trasmetterle (e noi pensiamo che le acque imbottigliate siano tutte uguali); l’acqua regola tutte le funzioni dell’organismo, da quelle metaboliche a quelle intellettive (e noi ne lesiniamo l’uso oppure preferiamo bevande industriali o addizionate di zucchero che bloccano le qualità depurative dell’acqua stessa); l’acqua è veicolo di energia, cioè di informazione e di forza vitale (e noi magari prima di berla pensiamo o esprimiamo concetti negativi); ogni molecola di acqua possiede un’identità originale e inconfondibile (e noi non ci rendiamo conto di quanto sia preziosa e insostituibile).

Fonte: www.promiseland.it - Acqua, passa inosservato l’articolo che la privatizza. Blitz denunciato solo da Alex Zanotelli. Dalla rete arriva un grido d’allarme: “Il Governo ha privatizzato l’acqua” e sembra che sia di questi giorni la decisione di sancire qualche infelice norma in merito.

In effetti il Parlamento ha votato il 5 agosto 2008 l’articolo 23 bis del Decreto Legge numero 112, con il quale scatta la privatizzazione dell’acqua. http://www.ilsole24ore.com/art/

L’unico ad accorgersene è stato Padre Alex Zanotelli che in una lettera inviata a Beppe Grillo aveva denunciato il blitz del Governo. http://grillimantovani.wordpress.com

Perché passò inosservata l’articolo? Perché si parla di blitz?

Vediamo di ripercorrere le tappe.

Il 25 giungo fu approvato il Decreto Legge 112 del Ministro Tremonti.

In quel decreto all’articolo 23 si parla di contratti di apprendistato, e subito dopo c’era l’articolo 24. Non c’era traccia alcuna dell’articolo 23bis.

Tale decreto viene trasformato in Legge

(Legge 6 agosto 2008, n. 133 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”) il 5 agosto 2008 e fra l’articolo 23 e 24 spunta l’articolo 23 bis che titola "Servizi pubblici locali di rilevanza economica"

L’articolo veniva votato con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del Pd, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta.

Ed ecco cosa recita il primo comma dell’articolo 23 bis:

(Alex Zanotelli) "Le disposizioni del presente articolo disciplinano l’affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonché di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili".

La mercificazione dell’acqua è così compiuta.

E’ vero che la volontà di privatizzare questo “bene comune” è in atto da tempo (GORI in Campania e Veolia nel Lazio sono solo un esempio), ma adesso è sancita con una norma nazionale.

Per il governo Berlusconi l’acqua non è più un bene pubblico, ma una merce e come tale sarà gestita da multinazionali internazionali, le stesse che già possiedono le acque minerali.

Va da sé che far gestire i servizi idrici ai privati significa andare incontro ad aumenti improvvisi delle bollette, a contenziosi e a disagi paradossali.

Ma la di là delle ovvie considerazioni che lasciano sconcerto, perché è impensabile privatizzare l’acqua essendo il “bene dell’umanità” per eccellenza, lasciano molto perplesse anche le modalità con cui questioni importanti come questa vengano risolte in una manciata di minuti e da poche persone chiuse nelle “stanze dei bottoni” del palazzo romano.

Un problema di così grande rilevanza come l’ipotesi di privatizzazione dell’acqua non può avvenire senza un dibattito parlamentare e in assenza di dibattito pubblico.

Quando si parla di acqua si parla di falde, si parla di territorio: ambiti che non possono essere affidati a privati.

Le esperienze di gestione privata del sistema idrico sono state fallimentari. I cittadini oltre a non ricevere servizi efficienti, perché spesso costretti a stare senz’acqua o, peggio a utilizzare acqua inquinata, si ritrovano a pagare ai privati bollette sempre più esose. Oltre il danno anche la beffa. Sarebbe bastato valutare questo per evitare una scelta così irresponsabile da parte sia della maggioranza di governo sia dell’opposizione che sulla privatizzazione dell’acqua si sono trovate unite in un unico afflato.

(Scritto da Eleonora Gitto, 20/10/2008), www.ecostiera.it

FORUM NAZIONALE dei Movimenti e Associazioni per l’acqua pubblica sabato 22 novembre 2008

Ormai da anni “l’acqua bene comune” rischia di diventare la vera emergenza del millennio. L’acqua come bene, diritto e necessità imprescindibile di vita e di sviluppo sociale richiede oggi la massima attenzione di ognuno di noi, affinché non diventi l’oro blu alla mercè delle speculazioni economiche-finanziarie. Il Comitato cittadino “Acqua pubblica Aprilia” ha ospitato il II^ FORUM NAZIONALE dei Movimenti e Associazioni per l’acqua pubblica, il 22 e 23 novembre 2008. Ha dato l’occasione sia di confrontarsi con le varie situazioni nazionali e internazionali sulla gestione del servizio idrico, sia di approfondire tutte le tematiche legate al bene acqua. Il 21 novembre 2008 si è tenuta a Roma l’Assemblea del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’Acqua Pubblica, che riunisce tutte le pubbliche amministrazioni impegnate nel promuovere azioni coordinate per il riconoscimento del diritto all’acqua e per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato. Comitato cittadino acqua pubblica Aprilia

 
Post Scriptum :
Acqua bene comune dell’umanità: educare alla cittadinanza attiva, a cura di Davide Zoletto, 2001. Ringrazio la mia cara amica Annamaria Bisogni, farmacista ed erborista attenta e preparata, per la notizia e per la sua pazienza.
Messaggi del forum :
La memoria dell’acqua
martedì 9 settembre 2008

Scusa quella del professore giapponese non l’avevo letta. Adesso sì, adesso credo!!!!

P.S. se l’acqua fresca funziona bevetene un ettolitro almeno, ne avete davvero bisogno



    La memoria dell’acqua
    martedì 9 settembre 2008
    di Sandra Collauto
    Ovviamente il messaggio è anonimo... tanto per parlare di malafede! Avere il coraggio di firmare quanto si scrive renderebbe perfino simpatico il tono sarcastico che ha usato qui.
La memoria dell’acqua
martedì 9 settembre 2008
Il pensiero magico è duro a morire, hai voglia a presentare una metanalisi basata su 101 studi, che dimostrano la totale inefficacia dell’omeopatia, tanto quelli del Lancet sono mercenari al soldo delle multinazionali, che hanno come unica finalità quella di celare agli occhi del popolo la verità su quella grande panacea di tutti i mali che è l’acqua fresca. Ricordo che esiste una Big Pharma anche dell’omeopatia...ovviamente agisce per il bene dell’umanità.

    La memoria dell’acqua
    martedì 9 settembre 2008
    di Sandra Collauto
    E’ una sua opinione e, come tale, la rispetto. Quella espressa nell’articolo non lo è: è una verità scientifica a tutti gli effetti, giacché ha superato la prova del metodo sperimentale. Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare. (Igor Sikorsky). Meditate, gente, meditate!
      La memoria dell’acqua
      lunedì 17 novembre 2008
      di Francesco Chiantese

      Buongiorno. Le avevo inviato un mio lungo commento a questo suo post, oramai diversi giorni fa; in cui, senza stupidamente offendere come il precedente commentatore, mettevo in dubbio il rapporto tra la ricerca da lei presa in esame e le conclusioni da lei poste. Mi spiace non vederlo pubblicato; non è un buon segno e nemmeno una cosa molto gradevole. Era un commento lungo a cui avevo dedicato un lungo tempo di riflessione. Prima di voler pensare che è molto più semplice pubblicare considerazioni stupide ()come quelle del mio predecessore() che una riflessione attenta, spero lei abbia avuto poco tempo per leggere e convalidare i post. Resto in attesa, quindi, di veder pubblicata la mia vecvchia riflessione o di sapere, come mai, si è ritenuto opportuno non pubblicarla.

      Grazie.

      Francesco Chiantese

        La memoria dell’acqua
        lunedì 17 novembre 2008
        di Sandra Collauto
        Buongiorno a lei. Il precedente messaggio cui fa riferimento non mi è mai arrivato: forse non l’aveva salvato? Me lo rimandi. Non pubblico solo messaggi offensivi nel linguaggio o che riportano link a siti porno: e ne arrivano tanti. Gli altri sì, indipendentemente dal fatto di condividerne o meno il contenuto: credo nella libertà di espressione. Cordialità Sandra
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