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Domenica 9 novembre 2008 a Baia Verde, pochi chilometri da Castel Volturno in provincia di Caserta, alla fine del concerto contro la camorra si è spenta all’età di 76 anni Miriam Makeba. L’artista sudafricana, chiamata Mamma Africa dai suoi estimatori, si è esibita con Maria Nazionale, cantante e protagonista del film Gomorra, a conclusione degli Stati generali delle scuole del Mezzogiorno.
La musica come arma contro la violenza è sempre stato il suo messaggio. Ci mancherà. Grazie, Miriam.

Roma, via S. Saba 24, Teatro Anfitrione, da venerdì 3 a domenica 5 ottobre 2008, ore 21.00, rappresentazione teatrale Il sonno di Rosetta, uno spettacolo multimediale che “risveglia la coscienza”.
Il Sonno di Rosetta è uno spettacolo multimediale che mescola cinema e teatro con le sacre danze di Georges Ivanovic Gurdjieff.
Lo spettacolo – patrocinato da Comune di Roma, Provincia di Roma, Regione Lazio e Banco di Sardegna – nasce dalla collaborazione tra l’Istituto Para El Desarrollo Armonico “La Teca” di Barcellona e le Associazioni Culturali “La Teca” presenti nel territorio italiano.
Alla regia, Giovanni Maria Quinti, Vice Presidente dell’organizzazione di volontariato Sieropositivo.it. Buona parte del ricavato, infatti, andrà devoluta in favore delle iniziative promosse dall’associazione in favore di persone sieropositive, malate di AIDS e malate terminali.
“Il Sonno di Rosetta” si annuncia come una “chiamata al risveglio della coscienza”, “uno spunto per avviare una ricerca personale sul sentiero spirituale verso il ricordo e l’esperienza di ritorno a se stessi”.
Per prevendite ed informazioni sullo spettacolo: tel. 06.98357450, sito web www.gurdjieff.es
Per informazioni sull’associazione Sieropositivo.it: sito web www.sieropositivo.it
Per maggiori informazioni: Spes - Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio, mail: ufficiostampa@spes.lazio.it

Neronia. Vite di un imperatore. Letture concerto al Parco Archeologico della Villa Imperiale di Nerone, Anzio, 19 luglio, 1 e 27 agosto, ore 19. Ingresso gratuito.
Regia e selezione dei testi di Angelo Favaro. Coordinamento e ottimizzazione di Gianna Cimino. Direzione tecnica di Giorgio Rossi.
Marco Belocchi e Ilaria Falini interpretano brani da Caio Svetonio Tranquillo, La vita di Nerone (19/7); da Publio Cornelio Tacito, Nerone, dagli Annales (1/8); da Massimo Fini, Nerone. Duemila anni di calunnie (27/8).
L’accompagnamento musicale, con Gina Capone all’arpa e Alba Rodilosso all’oboe, si snoda con Teoremi nel Tempo (19/7), In eco dalla Storia (1/8), Neronia (27/8).
L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Anzio - Assessorato alla Cultura, Museo Civico Archeologico, Centro di Ricerca e Documentazione sullo Sbarco e la Battaglia di Anzio e Paulus - Antiche Arti e mestieri.

Anche quest’anno, dal 22 Agosto al 31 Agosto 2008 a Nettuno (Borgo Medievale, Forte Sangallo, Ex Divina Provvidenza) e ad Anzio (Parco Archeologico - Villa di Nerone), il festival di arti contemporanee Rifrazioni come pacifica invasione di performance teatrali e musicali, concerti, installazioni artistiche, video-arte.
Rifrazioni è la metafora dell’arte nelle sue diverse forme: come il raggio di luce per effetto della rifrazione cambia direzione, si trasforma in un fascio di colori, muta, così l’arte di cui ci vogliamo occupare è un corpo unico che prende vita in forme diverse.
Il progetto Rifrazioni nasce nel 2006 come Festival internazionale delle arti performative, visive e musicali da svolgersi annualmente negli spazi storico-culturali del territorio di Anzio e Nettuno. Con Rifrazioni viene diversificata l’offerta culturale del territorio, puntando sull’interdisciplinarietà, sulle contaminazioni tra le arti, tra le culture e i linguaggi. Il festival si propone come una “zona franca” dell’incontro tra discipline, generi, e codici.
In sintesi un progetto sulla contemporaneità che recupera beni culturali di archeologia locale ridefinendone una nuova identità. Rifrazioni mira a diventare nel tempo un appuntamento riconosciuto per l’arte contemporanea, portando nella zona i fermenti più innovativi dello spettacolo, teso a un sempre maggiore coinvolgimento del pubblico e delle nuove generazioni. Rifrazioni promuove l’operato di realtà artistiche emergenti e si avvale della partecipazione di artisti di fama nazionale e internazionale che nel corso della manifestazione si rendono disponibili a incontri, seminari e laboratori aperti a un pubblico di esperti e non.
Per il programma dettagliato si rimanda al sito qui a seguire.

Il primo festival europeo dedicato alla creatività, dopo il successo dello scorso anno con 31mila presenze, il Festival della Mente, ideato e diretto da Giulia Cogoli, giunge alla quinta edizione, chiamando a raccolta una cinquantina tra scrittori, artisti, musicisti, architetti, antropologi, storici, registi, attori, oltre a scienziati e filosofi italiani e stranieri, che presenteranno un intervento, una performance, una lectio o un workshop nuovo e originale, legato al tema della creatività. Il programma della quinta edizione prevede oltre 60 appuntamenti di cui 22 laboratori per bambini e ragazzi. Ritorna, dopo il sorprendente successo di pubblico dello scorso anno, la sezione approfonditaMente, una serie di incontri-lezioni-laboratori sui temi del design, religione, ambiente, cucina, poesia, retorica, e arte, della durata di circa due ore e mezzo, per un numero limitato di persone, così che si possa creare un rapporto più stretto e efficace tra pubblico e relatore.
Ecco i protagonisti della quinta edizione: gli storici dell’arte Giovanni Agosti e Francesco Poli; il regista Roberto Andò; il fotografo Ferdinando Scianna; gli antropologi Marc Augé, Marco Aime e Franco La Cecla; le psicoanaliste Simona Argentieri e Silvia Vegetti Finzi; il magistrato Giuseppe Ayala; il giornalista inglese Misha Glenny; il neuroscienziato Bruno G. Bara; la divulgatrice scientifica Sylvie Coyaud; lo chef Carlo Cracco; il poeta Maurizio Cucchi; il biblista Paolo De Benedetti; gli storici Carlo Ginzburg e Alessandro Barbero; l’enigmista Stefano Bartezzaghi; il giornalista enogastronomico Allan Bay; i filosofi Remo Bodei, Armando Massarenti, Vito Mancuso, Laura Boella, Salvatore Natoli; lo scienziato Edoardo Boncinelli, la grecista Eva Cantarella; il critico e giornalista culturale Antonio Gnoli; lo scrittore e giornalista Carlo Grande; gli architetti Emiliano Armani e Andrew Todd; l’etologo Danilo Mainardi; il logico Matteo Motterlini; lo scrittore Giulio Mozzi; il matematico Piergiorgio Odifreddi; l’attore, regista e scrittore Moni Ovadia; lo storico del design Vanni Pasca Raymondi; lo scrittore e storico della letteratura Walter Siti; il violoncellista e compositore Giovanni Sollima; il pianista e compositore Cesare Picco; il giardiniere e scrittore Umberto Pasti; l’editor e traduttore Davide Tortorella; lo scrittore Vittorio Sermonti; l’attore e regista Toni Servillo.
E ancora per i più piccoli: Fabia Bellese con Editoriale Scienza; lo stilista Stephan Janson; Chiara Mainetti con Fondazione Mondadori; Matefitness; Cittàdellarte Fondazione Pistoletto con Associazionedidee; l’illustratore Alessandro Sanna; l’artista Marta Dell’Angelo con la studiosa di neuroestetica Ludovica Lumer.



Cosa e come puoi trovare in questo sito "punto org" ( fermo restando che per una disordinata come me avrebbero dovuto inventare un "punto disorg")?
Bella domanda. Potrei rispondere che puoi trovare miei dipinti e poesie, foto, link, notizie su belle persone, ma anche la mia formazione umana e artistica, esseri importanti per me, video, musica e altro ancora.
Ho cercato di organizzare ("punto org") il sito per argomenti, ma comunque tutto è sparso dappertutto...e, credo, trabocca di gratitudine per tante persone, libri, musiche, film, poesie, quadri...del mio passato e del mio presente. Senza quel passato io non sarei come sono oggi (meglio o peggio non mi interessa): quel passato comune a tutte le persone con le quali ho fatto un po’ di strada hanno contribuito - nel bene e nel male - a farmi scegliere il mio presente.
Non è finito: "panta rei"! Continuo a inserire e a modificare: sono fatta così.
Forse tu già lo sai...se passi il puntatore del mouse sulle foto (ma solo quelle sotto gli articoli), appaiono le didascalie, se ci clicki su le ingrandisci. Alla fine di ogni articolo, puoi lasciare le tue impressioni se lo desideri; puoi leggere parole e immagini ascoltando la musica corrispondente (che sto inserendo in tutti un po’ alla volta) se hai come predefinito Real Player, dopo aver clickato sull’icona corrispondente; o puoi scrivere qualcosa sul libro degli ospiti (guest book).
In ogni caso sappi che la tua visita mi rende felice e che, se i potenti mezzi della tecnologia moderna lo consentissero, ti ringrazierei offrendoti una tisana alla menta nelle chicchere del servizio buono, pasticcini profumati sulla tovaglietta della festa, ricamata e stirata di fresco, una conversazione attenta e piena di rispetto. O preferisci un liquorino fatto con il mirto o con i petali di rose (il rosolio!) del mio giardino ?
Fatti coraggio. Benvenuto/a!!!
(Ringrazio Luciana Bartolini per aver messo a disposizione sul suo sito - http://www.lucianabartolini.net - una ricca collezione di gif animate alla quale ho attinto con piacere e a piene mani)

Sono nata il 12 aprile 1953 a Roma, dove ho vissuto fino all’età di 39 anni, durante i quali all’Università degli studi "La Sapienza" mi sono laureata in Filosofia e diplomata poi Bibliotecaria, mi sono occupata di arte, politica e giornalismo, collaborando con il settimanale "Avvenimenti"(quello "storico"dell’Altritalia, ad azionariato popolare, della Libera Informazione Editrice), scrivendo articoli su "Paese Sera".
Dal 1992 vivo a Nettuno (RM), dove ho approfondito gli antichi amori e ad altri mi sono appassionata. Lavoro alla crescita interiore personale e collettiva mediante la pratica delle discipline olistiche, continuando a imparare. Amo il silenzio, le arti, la natura, la gentilezza, dei quali mi circondo per non restare schiacciata da un sistema politico, sociale, economico, culturale, nel quale non mi riconosco e che mi ferisce con la sua volgarità. Mi interesso di commercio equo e solidale, insegno, scrivo, dipingo, espongo prevalentemente in collettive, con il gruppo pittorico "Esplorazioni d’Arte", che ho contribuito a fondare; il gruppo è nato intorno ai laboratori di pittura organizzati dalla locale Università Civica "Andrea Sacchi" e animati dall’artista Clara Casoni.
Nel 2006 la casa editrice Il Filo ha selezionato per la pubblicazione una raccolta di mie poesie dal titolo "Fragilità"; una di esse, Terminale, ha ricevuto una Menzione d’Onore da parte della giuria del Premio Letterario Internazionale Trofeo Penna d’Autore, XIII edizione, 2006, in virtù della quale è entrata a far parte de I Grandi Classici della Poesia Italiana, edito dall’ A.L.I. Penna d’Autore, nel volume Il Trecento; in una sessione di Poetry slam, mi sono classificata seconda nella prima edizione del premio di poesia "Giovambattista Guarnieri"; ho partecipato all’installazione "Sagome 547", presentata alla Farnesina il 18 gennaio 2007, con la sagoma dal titolo "Carne da macello". Due mie poesie si trovano in "Femminile anziatino. Prima antologia delle poetesse ad Anzio e Nettuno", Tramite s.e., 2007; uno dei miei Haiku nell’antologia "Una fantastica ondata di haiku", Haiku&mare, edita a cura del Comune di Caliveri, 2008. Faccio parte del gruppo "Poeti in panchina", che ho contribuito a fondare nel 2009.
Molti miei dipinti sono esposti su gallerie virtuali.
Studio e abitazione: via Roccantica 6, 00048 Nettuno (RM) E - mail: sandra.collauto@alice.it

Micia ha convissuto con me per 14 anni. Mentre scrivo queste righe, sento le lacrime pungermi gli occhi e inondarmi la gola. E’ morta il 4 luglio del 2006, a seguito dell’ investimento da parte di un’auto. Da un anno era malata di tumore cutaneo, ma la qualità della sua vita è stata discreta, nonostante tutto.
Dik 1 e 2, Chicco (cresciuto grazie ai biberon di mio fratello Marco), e poi i canarini, i pesci: ho pianto per ogni lutto. Del resto, l’ho fatto anche per la morte di uno scarafaggio installatosi in cucina...
Ma quando a passare in un’altra dimensione è stata Micia, mi sono affiorate spontaneamente alle labbra le parole di "Funeral Blues" di Wystan Hugh Auden: "Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;/imballate la luna, smontate pure il sole;/svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;/perché ormai più nulla può giovare."

L’arte - tutte le arti - serve per la crescita personale e collettiva nell’era della globalizzazione? Qual è il suo ruolo oggi?
Domande impegnative. Ho cominciato a pormele in modo consapevole grazie a Luca Del Guercio, artista concettuale da me conosciuto attraverso Ada Impallara, dell’Associazione Synkhronos.
Resto felicemente stupita nel constatare quanto siano numerose le persone che, come me, dedicano un po’ del loro tempo in qualche attività artistica, strappandolo alla frenesia del quotidiano, difendendolo con le unghie e con i denti.
Siamo talmente tanti che potremmo formare un movimento potente, in grado di incidere sulle politiche dei governi, affinché tutti nel mondo possano avere a disposizione puliti e genuini: aria, acqua, cibo, riparo, giustizia e... arte a volontà!!!
Inutile aggiungere quanto faccia paura un’ipotesi del genere a chi vuole continuare a perpetuare il "divide et impera": il barbaro assassinio dell’artista milanese Pippa Bacca, al secolo Giuseppina Pasqualino, ne è emblema.

Mi sono avvicinata alle discipline olistiche a partire dall’omeopatia. Erano gli anni ’80, ne avevo piene le tasche della parcellizzazione operata sul paziente dalla medicina ufficiale, foraggiata dalle multinazionali farmaceutiche. Volevo essere intera, integra. Che diamine!
Da allora ho studiato e seguito, oltre all’omeopatia, la scuola steineriana, la medicina cinese (tai chi chuan e agopuntura), ayurvedica, yoga e meditazione, e tutte le discipline che finiscono con "-terapia": fito, auricolo, cromo, riflesso, cristallo, aromo, teatro, danza, musico.
Tra il 1994 e il 1995 ho preso il primo (14, 15 maggio 1994) e il secondo livello del Reiki (28, 29 gennaio 1995). Negli anni mi sono interessata di fiori di Bach, visualizzazione creativa, lettura dell’aura, metodo Feldenkrais (1, 2 giugno 1996), iridologia, rebirthing, ginnastica dolce.
Ho iniziato il nuovo secolo con bioenergetica, W. Reich, sahaja yoga, cleaning (purificazione tibetana), e con tanta voglia di continuare a imparare e a conquistare consapevolezza.

Ho cominciato a scrivere poesie quando frequentavo la scuola elementare, forse perché ero raccapricciata all’idea di mandare a memoria quelle assegnate dalla maestra, dal verso solenne e forse un po’ troppo retorico per i miei gusti. Del resto sono riuscita a cambiare le parole anche alle canzoni dei cantautori più amati, da Fabrizio De Andrè a Francesco Guccini, da Lucio Battisti a Lucio Dalla, da Gaber a Venditti, da Vecchioni a Francesco De Gregori a Zero a Cocciante, a Battiato e- così-non-la-finisco-più!
Da adolescente al liceo-ginnasio Augusto, ho fatto leggere le mie poesie alla mia insegnante di latino, Clelia Rotunno, poetessa e scrittrice. Le sono piaciute e mi ha incoraggiata a proseguire. Ricordo i suoi grandi occhi grigi riempirsi di lacrime colme di dignità al leggere ad alta voce poesie contemporanee. Ritenendomi troppo sensibile, mi esortava a "farmi una corazza - una scorza - contro la vita". Anni dopo mi fece dono di alcuni suoi libri di poesie, che conservo cari, con le dediche vergate con la sua grafia sottile e chiara. Nel 1996, il suo unico romanzo, che sto rileggendo in questi giorni, mi fu regalato dalla mia cara amica Lydia Patriarca, altra sua studentessa. A 6 anni dalla sua morte, posso dirle con tranquillità di aver ribaltato i suoi inviti: non mi sono costruita una corazza a nascondere la sensibilità, anche grazie a lei e grazie al periodo storico in cui sono cresciuta, diverso dal suo. Grazie, Clelia, ovunque tu sia.
Dal 2009 faccio parte del gruppo "Poeti in panchina", che ho contribuito a fondare.
La mia nonna paterna, Pina Belpassi, aveva avuto pubblicato sul "Corriere dei piccoli" un suo racconto,"Ghiottoncello ghiottoncello", e io sono felice di averla conosciuta.

Da sempre il disegno e la pittura sono stati i modi da me preferiti di esprimermi: prima della poesia, della danza, del canto e della musica, del teatro, della fotografia, del racconto, della scultura, del cinema.
Per me la pittura - come ogni altra forma di espressione artistica - è un modo di manifestare il percorso di conoscenza interiore; e di mandare messaggi, che possono essere colti oppure no da chi guarda il quadro.
Penso che chiunque possa praticarla; che chiunque, attraverso la pittura, possa manifestare la propria preziosa unicità, irripetibile nel tempo e nello spazio: con umiltà e senza scoraggiarsi quando la propria diversità - o alterità - può non incontrare i gusti del prossimo.
L’importante è dipingere.
La mia pittura deriva dallo studio e dalla pratica diretta anche delle altre arti, intese come ricerca, sperimentazione continua, impegno civile. La tela non è il supporto esclusivo dei miei quadri, spesso accompagnati da poesie (raccolte in "Fragilità", Il Filo, 2006). Di recente la ricerca di una pittura ecocompatibile si va orientando verso pigmenti quali terre naturali e colori vegetali.

Ho cominciato a esporre le mie opere in mostre collettive con il gruppo pittorico "Esplorazioni d’Arte", cui appartengo, nel territorio compreso tra Anzio e Nettuno, col nuovo secolo.
Ritengo che le manifestazioni artistiche debbano far parte della vita quotidiana, e che debbano trovare spazi il meno possibile paludati e il più possibile familiari al pubblico; inoltre, adoro le collettive, perché detesto i falsi artisti che provano invidia gli uni per gli altri o che pensano di essere meglio degli altri: credo nella cooperazione!
Una delle poche mostre personali è avvenuta contestualmente alla presentazione del mio libro, e non a caso nella bottega del commercio equo e solidale, fondata dall’Associazione culturale La Talpa, di cui faccio parte, poi rilevata e attualmente gestita con coraggio e inventiva dall’Associazione culturale Acquadolce.

"Sagome 547" rappresenta, nel numero, i bambini che, secondo stime ufficiali Unicef, ogni giorno nel mondo sono vittime di guerre e terrorismo. Le sagome, alte 120 cm - altezza media di un bambino -, sono in legno. Inizialmente erano tutte bianche, e sono state installate sotto la galleria del Tritone, a Roma.
Successivamente circa 200 sono state dipinte da altrettanti artisti. Attualmente la mostra si trova a Parigi, dove altre sagome saranno dipinte da artisti francesi. Poi attraverserà tutti i continenti, in ognuno dei quali continuerà ad essere dipinta da altrettanti artisti locali.
Quando nessuna sagoma sarà rimasta bianca, tra circa 2 anni, la mostra farà tappa al Principato di Monaco. Carolina metterà all’asta tutte le sagome; il ricavato andrà all’Unicef, che ha patrocinato quello che è un vero e proprio work in progress, insieme alla Fondazione Di Liegro, Nonne de Plaza de Majo, Parlamento e Ministero Esteri italiani.

"Esplorazioni d’arte" è un gruppo pittorico nato col nuovo secolo intorno ai laboratori di disegno e pittura organizzati dalla locale Università Civica "Andrea Sacchi", animati dall’artista e ormai cara amica Clara Casoni.
Ha dato vita a esposizioni collettive in varie realtà del territorio compreso tra Anzio e Nettuno, dove prevalentemente continua a operare.
E’ un gruppo di 13 persone, quasi esclusivamente donne, di provenienza geografica, formazione ed età diverse.
Siamo accomunati dall’amore per qualsiasi forma d’arte; dallo sperimentare materiali differenti; dall’usare pigmenti e leganti naturali per una precisa scelta ecologica; dall’esplorare e dall’esprimere in colori e forme la nostra interiorità di fronte ai grandi temi dell’esistenza, alle drammatiche conseguenze della globalizzazione.
Compongono il gruppo: Ester G. Abeille (Roma, 1946), Barbara Barletta (Nettuno, 1961), Marisa Bischetti ( Roma, 1965), Patrizia Bottan (Latina, 1977), Sandra Collauto (Roma, 1953), Vanda Contadini (Roma, 1940), A. Maria De Angelis (Roma), Susan Green De Candido (Inghilterra, 1943), Rita Di Bernardo (Nettuno, 1948), Anna Erario (Roma), Sheila Mayol (Buenos Aires, 1968), Benny Salvato (Napoli, 1936), Cristina Sette (Roma, 1964).
Vi voglio bene!

Studio pianoforte come autodidatta. Ho iniziato quando avevo 30 anni passati, con l’aiuto, nel tempo, di amiche generose e pazienti diplomate al Conservatorio. Anna Di Pillo, Emanuela Pitocco, Maria Capobianco: a loro va la mia sentita gratitudine per i loro preziosi insegnamenti. Ho continuato lo studio del pianoforte con Klod Beltoja; ho iniziato di recente a studiare chitarra ritmica con Sergio Trojse. Da quando ho iniziato, ho mantenuto l’abitudine di tenere corte le unghie delle mani, non quella di suonare con una certa regolarità.
Mi sono avvicinata alle percussioni grazie a Lucio Bosi; al canto, con il far parte di due cori polifonici, e grazie a Francesca Ferri, Rita Montinaro; alla musicoterapia grazie a Maria Capobianco.
Insegno in una scuola media a indirizzo musicale (la "Giuliano da Sangallo" di Nettuno), resto affascinata dal sassofono, adoro tutta la musica, eccetto la disco-music, con una speciale predilezione per il jazz; propendo per la world music, di cui possiedo una nutrita "collezione".
La dimensione del silenzio mi è congeniale.

La mia famiglia mi ha permesso per 5 anni - a partire da quando ne avevo 6 - di frequentare i corsi di danza classica tenuti da Fausta Gaggi, diplomata all’Accademia Nazionale di Danza, dove è docente di Tecnica accademica.
Erano gli anni ’60 del secolo scorso (sigh!), quelli del boom economico e dell’inizio del consumismo sfrenato, a Roma, via Claterna, zona piazza Tuscolo. I saggi di fine anno si svolgevano tra teatri quali il Valle, l’Eliseo: da allora ho imparato ad amare l’odore caratteristico del palcoscenico. A piedi andata e ritorno, con mia cugina, Daniela Boscolo, mia madre e zia Vanda ci accompagnavano e, a fine lezione, ci aspettavano con robuste rosette imbottite di prosciutto.
Conservo ancora le scarpette da mezza e da punta (queste ultime troneggiano in bella vista sul pianoforte, sempre meno rosa confetto, sempre più giallastro - nicotina), due tutù. Uno è appeso alla cyclette nella stanza del reiki e dello yoga, l’altro fa bella mostra di sé su un pannello 123 x 90, ai piedi di un puzzle di Degas che non sono mai riuscita a finire, che ho intitolato "Frammenti".
Negli anni ho praticato danza moderna, movimento creativo, danza terapia e, nei periodi nei quali ho potuto avere accanto un partner disponibile, ballo liscio e latino - americano.
Attualmente mi dedico ad una branca della danza contemporanea, da me denominata scherzosamente "Babbion-dance"; avendo superato i 50 anni, da vera babbiona, non posso fare altro che una danza per babbione! L’insegnante, importante figura della danza contemporanea, nonché affermata coreografa, è Lilia Retrosi, della Compagnia Dance Point.
Con Rosalia Susi Trisolini mi sono affacciata al mondo delle danze di luce, veri e propri mandala in movimento; con Marisa Camboni a quello della pizzica salentina, della tammurriata napoletana, della tarantella calabrese e delle danze catartiche e terapeutiche.

Roma, Teatro Trianon, dicembre 1982. Prendo il materiale per iscrivermi alla "Scuola viva di teatro" di Leo De Berardinis, di durata biennale, con obbligo di frequenza per 5 giorni a settimana. La prova di ammissione consisteva nella recitazione di un brano a piacere (monologo, poesia, dialogo); di uno o più brani da il "Caino" di Byron (dialogo Lucifero-Caino, atto II, in entrambi i ruoli, una prima volta alla sua maniera, una seconda volta al modo di Totò, Keaton, M. Monroe, oppure alla maniera di un ladro/a, bugiardo/a, etc. a scelta); interpretati e poi parodiati: il "Faust" di Goethe, scena finale, nel carcere, e monologo della "lucertola" dal "Non si sa come" di Pirandello; recitati a memoria o leggendo il testo: una parte del XXXIII canto del "Paradiso" dantesco; un brano da "Le ceneri di Gramsci" di Pasolini; recitati e poi parodiati: "Alla luna" di G. Leopardi, "Il corvo" di E. A. Poe. La prova estemporanea consisteva nella dizione di versi greci o latini su intonazioni dell’insegnante e nello sviluppo, in forma di monologo o dialogo da recitare, di un tema dato dalla commissione. Un impegno notevole per le mie possibilità, uno dei miei sogni in frantumi. Me ne resta il rimpianto, ora che Leo De Berardinis è morto, a 68 anni, dopo ben 7 di coma (16 giugno 2001-18 settembre 2008) per sospetta malasanità.
Roma, piazza Navona, Centro de Estudos Brasileiros, Embaixada do Brasil: ho partecipato lì ad un laboratorio di teatro tenuto dall’attrice e regista uruguayana Christine Cibils, che aveva lavorato con il Living Theatre di New York e con il teatro Oficina do Brasil. Erano gli anni ’80 (secolo scorso: sigh!). Abbiamo lavorato su un testo di Oswald de Andrade e mi ero perfino illusa di capire il portoghese! Per fortuna, con me c’era la mia preziosa amica poliglotta, Gianna Attardo...
Sempre a Roma, inizio anni ’90, ho tenuto laboratori di teatro per bambini delle elementari al Teatro Stabile dei Ragazzi di Villa Lazzaroni, curando la regia di alcuni spettacoli. Anche lì insieme a tre amiche insostituibili: Loredana Di Mauro, Ketty Carluccio, Gigliola Lodoli.
A Nettuno ho fatto un’esperienza simile con ragazzi delle scuole medie, con Gilda Miconi, collega ed amica; a Poznàn (Polonia), con ragazzi delle superiori locali, nell’ambito di un progetto dell’UNESCO (teatro dell’ombra).
In più, ho partecipato ad altri laboratori e stage. Organizzato dalla Casa-laboratorio di Cenci in collaborazione con l’Associazione interculturale Soweto, ho lavorato al laboratorio di ecologia teatrale tenuto da Jairo Cuesta, attore e regista colombiano. Assistente di Jerzy Grotowski nel Teatro delle Sorgenti e in Objective Drama Program, dal 1976 al 1986, ha lavorato in Polonia, Francia, Italia, Messico, Haiti, USA. Ha condotto numerosi workshop per attori in varie parti del mondo e, negli ultimi anni, ha interpretato e curato la regia di opere di Shakespeare e di Beckett. Fondatore della Casa-laboratorio di Cenci, dove da anni guida ricerche in cui arte, educazione e natura si intrecciano in un’originale pratica di ecologia pedagogica, vive e lavora a Cleveland come condirettore artistico, insieme con James Slowiak, del New World Performance Laboratory. Lo stage è stato incentrato sugli elementi primari dell’arte della performance, sulla ricerca dell’unità organica tra corpo e spazio, tra individuo e natura. Si è trattato di una proposta di ricerca intorno alle tecniche corporee di movimento, alla sensibilità propriocettiva e cinestetica, all’attenzione, all’ascolto, alla presenza, in un’attività individuale attraverso voce, danza, lavoro creativo.
Con Francesca Ferri e Maria Mazzei di "O Thiasos Teatro Natura", ho avuto l’opportunità di sperimentare rispettivamente tecniche vocali e canto corale, e racconto orale.
Con Patrizia Lucattini e Félicité Mbezele Mengbwa (Casa Laboratorio di Cenci), ho affrontato il teatro come strumento privilegiato nella ricerca interculturale.

La scultura ha a che fare con il tatto, con " l’avere le mani in pasta", con la materia, con "lo sporcarsi le mani".
Ne sappiamo qualcosa quando, da bambini, sfuggiti al controllo di madri igieniste, perché arcistufe di lavare e stirare montagne di panni, riusciamo a pasticciare in totale libertà con acqua e terra/sabbia/ghiaia/foglie, costruendo forme strampalate in perenne mutamento.
In breve diventiamo sculture viventi, felici nel totale oblio di insaponate incombenti e vigorose, condite di rimbrotti e scapaccioni.
Ma ha a che vedere anche con l’olfatto: il buon odore di terra bagnata, con retrogusto talvolta di muffa e funghi.
Per non parlare del giocare a diventare dio-in-4-mosse, quando forme sorprendenti prendono corpo dalle nostre piccole mani impiastricciate! Per me è così: scolpire è riappropriarsi di quell’aspetto dell’infanzia anche solo per qualche ora.
O no ?

Alcuni sostengono che cinema e fotografia non siano da annoverare tra le arti. Sono gli stessi, probabilmente, che disdegnano l’arte digitale. Secondo loro, quelli sono mezzi, da non confondere con i contenuti. Come dire che gli affreschi della Cappella Sistina sono solo soffitti, o La Gioconda una mera tela.
Per me, l’arte è un modo speciale di guardare, ascoltare, danzare... in una parola sentire con l’interezza del proprio essere, individuale e universale al tempo stesso, indipendentemente dal supporto e dal mezzo.
Per questa ragione, in barba agli acidi che sprezzanti affermano quanto esposto sopra, mi pregio dell’onore di accogliere tra le arti anche cinema, fotografia e arte digitale (installazioni incluse).

I libri letti e quelli da leggere, i giornali e i periodici, i testi scolastici e i fumetti, gli ingredienti degli alimenti sulle etichette, le indicazioni stradali, le istruzioni, le lettere, gli spartiti, gli avvisi, le locandine, i manifesti, le previsioni del tempo, i moduli, i diplomi, bollette...
Come tutti gli alfabetizzati, ho letto e leggo ogni giorno, ormai con gli occhiali da presbite (rossi). Stesso discorso per la scrittura: elenco della spesa, agenda, relazioni di ogni tipo, giudizi quadrimestrali, schemi, appunti, moduli, bollettini postali, lettere, bigliettini, fogli pentagrammati, volantini, petizioni, appelli, locandine...
E poi c’è la scrittura di poesie, racconti, romanzo nel cassetto, saggio nella testa... con materiali cartacei difficilmente gestibili, che spesso fanno somigliare la mia casa, per altri versi coloratissima- e in particolare lo studio - a un ufficio del catasto.
Mi sono laureata in Filosofia nel 1979 presso l’Università degli studi di Roma "La Sapienza". Sempre lì, nel 1982, ho preso il diploma post - lauream di bibliotecaria.
Sono contenta di averlo fatto, giacché l’indirizzo intrapreso negli studi ha facilitato il mio accostarmi alle filosofie orientali, cui mi sento più vicina. Ho sempre letto molto, per cercare le risposte alle migliaia di domande che mi affollavano la mente; tuttavia spesso succedeva che le letture accanite non facevano altro che aumentare le domande a discapito delle risposte.
Attualmente sto facendo pratica con gli esercizi contenuti nel libro "Un corso in miracoli" della Foundation of Inner Peace ( Armenia ed.): nientemeno!

Mi piace pensare ad una corrispondenza tra macro e microcosmo, che astri e pianeti, nel loro incessante movimento, danzando esprimano la loro poetica musicalità. Mi piace alzare gli occhi al cielo e osservarne i cambiamenti lenti.
Quando da una città come Roma mi sono trasferita nella campagna di Nettuno, dalla luce sono passata al buio. Senza elettricità intorno, nei lunghi inverni, il mio punto di riferimento è stato il cielo: la sua luce anche di notte una scoperta rassicurante.
Ho apprezzato molto che non un artista bensì un’astrofisica, Fiorella Terenzi, abbia pubblicato un libro "La musica delle stelle"(Sperling & Kupfer, 1998), con CD allegato, contenente la traduzione in suono delle radiazioni provenienti dalle galassie. L’ho letto e ascoltato volentieri.
A Marina Tutino, mia grande e vecchia amica, con la quale ho condiviso l’amore per le discipline olistiche - yoga e reiki sopra a tutte - devo l’avermi introdotta, con grazia e gentilezza, nel mondo dell’astronomia, della Casa Laboratorio di Cenci, nel Movimento di Cooperazione Educativa (MCE).

Imparare lezioni karmiche? A scegliere ortaggi bio e senza OGM? A suonare accordi al pianoforte? A smetterla col volere a tutti i costi cambiare la società? A imbastirmi l’orlo ai pantaloni? A dire agli altri il fatto loro senza offenderli? A dare un prezzo al mio dipinto preferito? A preparare uno straccio di cena per tempo?...
Imparare! Imparare! Imparare!
Contemporaneamente...
Insegnare! Insegnare! Insegnare!

4/8/2006 Hello, very happy to see your work on the gallery site. I am thrilled that the standard is so high from such a variety of artists and hope it will be interesting to gallery owners, exhibition curators and collectors to see suchdiverse work. All my best, Charles Saatchi
Stimata Artista, la Galleria Crisolart di Barcellona sceglie con cura gli artisti ai quali proporre collaborazioni e partecipazioni ai propri appuntamenti culturali. Le sue opere ci colpiscono per qualità tecniche, espressive e per i contenuti. Per queste ragioni la invitiamo a considerare una proposta espositiva con noi, che la presenti al panorama artistico spagnolo ed internazionale. Le proponiamo uno spazio espositivo che valorizzi i suoi lavori, anche dal punto di vista commerciale, e che la introduca nel circuito dei professionisti dell’arte che ruota intorno alla nostra galleria, dopo i suoi otto anni d’esperienza. Le invio dunque il calendario delle nostre collettive, con le modalità di partecipazione, augurandoci vivamente una sua attenzione. Saluti Marlene Scalise Departamento Artistico. Crisolart Galleries. C/ Mallorca, 284 bajos 08037 - Barcelona Tel. 935323911 infomarlene@crisolart.com Crisolart Galleries Barcellona-Copenhagen-Miami Calendario dell’ esposizione Nella galleria di Calle Mallorca, 284 (piano terra) Crisolart Galleries Spagna- Danimarca-EE.UU.- Barcellona - Copenhagen – Miami Stimato artista, La Galleria CRISOLART con sede in Barcellona, desidera invitarla con i suoi lavori alla nostra prossima esposizione collettiva (con durata di venti giorni), che avverra’ nella nostra galleria ubicata in Calle Mallorca numero 284 (pianta bassa), in prossimita’ della “PEDRERA” DI Gaudi’. E’ possibile fissare un appuntamento secondo il calendario dell’esposizione accordato. L’esposizione si realizzera’ con 6 lavori (dipende dal formato). Si accettano opere di: pittura, scultura e graphic art. CRISOLART realizzera’ una carta di invito con i nomi degli artisti partecipanti e inoltre un catalogo tripartito a colori, con le opere dei suddetti artisti. Speriamo di contare con le sue opere, le invio un cordiale saluto. Il direttore, Alexander Yaya. (e-mail 4/7/07)
E’ iniziata così...

Alcuni sono link di gallerie virtuali di arte contemporanea, che ospitano anche una mia pagina personale, come, per esempio, Saatchi Gallery, Dimensione Arte, Babele Arte, Tutto è Arte, Exibart, Arte in Rete.
Uno è della casa editrice della mia raccolta di poesie.
In altri ancora si possono trovare maggiori informazioni su persone e attività, non solo artistiche, nominate nel sito.

In questo spazio troverai altri amici artisti ospitati nel sito, oltre quelli già presenti rubrica per rubrica.
Poiché con questo sito mi propongo di mostrare una piccola fetta di quel gigantesco iceberg della creatività umana, la cui punta è fatta di celebrità; poiché spesso gli artisti si nascondono come granelli di senape; poiché chi "fa arte" spesso si cimenta in più d’una; poiché le rubriche dove ho arbitrariamente messo - in base alla loro attività prevalente - gli altri artisti amici, sono già zeppe; allestisco in quattro mosse una spaziosa "stanza per gli ospiti", con la speranza che ci stiano comodi.