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Domenica 9 novembre 2008 a Baia Verde, pochi chilometri da Castel Volturno in provincia di Caserta, alla fine del concerto contro la camorra si è spenta all’età di 76 anni Miriam Makeba. L’artista sudafricana, chiamata Mamma Africa dai suoi estimatori, si è esibita con Maria Nazionale, cantante e protagonista del film Gomorra, a conclusione degli Stati generali delle scuole del Mezzogiorno.
La musica come arma contro la violenza è sempre stato il suo messaggio. Ci mancherà. Grazie, Miriam.

Roma, via S. Saba 24, Teatro Anfitrione, da venerdì 3 a domenica 5 ottobre 2008, ore 21.00, rappresentazione teatrale Il sonno di Rosetta, uno spettacolo multimediale che “risveglia la coscienza”.
Il Sonno di Rosetta è uno spettacolo multimediale che mescola cinema e teatro con le sacre danze di Georges Ivanovic Gurdjieff.
Lo spettacolo – patrocinato da Comune di Roma, Provincia di Roma, Regione Lazio e Banco di Sardegna – nasce dalla collaborazione tra l’Istituto Para El Desarrollo Armonico “La Teca” di Barcellona e le Associazioni Culturali “La Teca” presenti nel territorio italiano.
Alla regia, Giovanni Maria Quinti, Vice Presidente dell’organizzazione di volontariato Sieropositivo.it. Buona parte del ricavato, infatti, andrà devoluta in favore delle iniziative promosse dall’associazione in favore di persone sieropositive, malate di AIDS e malate terminali.
“Il Sonno di Rosetta” si annuncia come una “chiamata al risveglio della coscienza”, “uno spunto per avviare una ricerca personale sul sentiero spirituale verso il ricordo e l’esperienza di ritorno a se stessi”.
Per prevendite ed informazioni sullo spettacolo: tel. 06.98357450, sito web www.gurdjieff.es
Per informazioni sull’associazione Sieropositivo.it: sito web www.sieropositivo.it
Per maggiori informazioni: Spes - Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio, mail: ufficiostampa@spes.lazio.it

Neronia. Vite di un imperatore. Letture concerto al Parco Archeologico della Villa Imperiale di Nerone, Anzio, 19 luglio, 1 e 27 agosto, ore 19. Ingresso gratuito.
Regia e selezione dei testi di Angelo Favaro. Coordinamento e ottimizzazione di Gianna Cimino. Direzione tecnica di Giorgio Rossi.
Marco Belocchi e Ilaria Falini interpretano brani da Caio Svetonio Tranquillo, La vita di Nerone (19/7); da Publio Cornelio Tacito, Nerone, dagli Annales (1/8); da Massimo Fini, Nerone. Duemila anni di calunnie (27/8).
L’accompagnamento musicale, con Gina Capone all’arpa e Alba Rodilosso all’oboe, si snoda con Teoremi nel Tempo (19/7), In eco dalla Storia (1/8), Neronia (27/8).
L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Anzio - Assessorato alla Cultura, Museo Civico Archeologico, Centro di Ricerca e Documentazione sullo Sbarco e la Battaglia di Anzio e Paulus - Antiche Arti e mestieri.

Anche quest’anno, dal 22 Agosto al 31 Agosto 2008 a Nettuno (Borgo Medievale, Forte Sangallo, Ex Divina Provvidenza) e ad Anzio (Parco Archeologico - Villa di Nerone), il festival di arti contemporanee Rifrazioni come pacifica invasione di performance teatrali e musicali, concerti, installazioni artistiche, video-arte.
Rifrazioni è la metafora dell’arte nelle sue diverse forme: come il raggio di luce per effetto della rifrazione cambia direzione, si trasforma in un fascio di colori, muta, così l’arte di cui ci vogliamo occupare è un corpo unico che prende vita in forme diverse.
Il progetto Rifrazioni nasce nel 2006 come Festival internazionale delle arti performative, visive e musicali da svolgersi annualmente negli spazi storico-culturali del territorio di Anzio e Nettuno. Con Rifrazioni viene diversificata l’offerta culturale del territorio, puntando sull’interdisciplinarietà, sulle contaminazioni tra le arti, tra le culture e i linguaggi. Il festival si propone come una “zona franca” dell’incontro tra discipline, generi, e codici.
In sintesi un progetto sulla contemporaneità che recupera beni culturali di archeologia locale ridefinendone una nuova identità. Rifrazioni mira a diventare nel tempo un appuntamento riconosciuto per l’arte contemporanea, portando nella zona i fermenti più innovativi dello spettacolo, teso a un sempre maggiore coinvolgimento del pubblico e delle nuove generazioni. Rifrazioni promuove l’operato di realtà artistiche emergenti e si avvale della partecipazione di artisti di fama nazionale e internazionale che nel corso della manifestazione si rendono disponibili a incontri, seminari e laboratori aperti a un pubblico di esperti e non.
Per il programma dettagliato si rimanda al sito qui a seguire.

Il primo festival europeo dedicato alla creatività, dopo il successo dello scorso anno con 31mila presenze, il Festival della Mente, ideato e diretto da Giulia Cogoli, giunge alla quinta edizione, chiamando a raccolta una cinquantina tra scrittori, artisti, musicisti, architetti, antropologi, storici, registi, attori, oltre a scienziati e filosofi italiani e stranieri, che presenteranno un intervento, una performance, una lectio o un workshop nuovo e originale, legato al tema della creatività. Il programma della quinta edizione prevede oltre 60 appuntamenti di cui 22 laboratori per bambini e ragazzi. Ritorna, dopo il sorprendente successo di pubblico dello scorso anno, la sezione approfonditaMente, una serie di incontri-lezioni-laboratori sui temi del design, religione, ambiente, cucina, poesia, retorica, e arte, della durata di circa due ore e mezzo, per un numero limitato di persone, così che si possa creare un rapporto più stretto e efficace tra pubblico e relatore.
Ecco i protagonisti della quinta edizione: gli storici dell’arte Giovanni Agosti e Francesco Poli; il regista Roberto Andò; il fotografo Ferdinando Scianna; gli antropologi Marc Augé, Marco Aime e Franco La Cecla; le psicoanaliste Simona Argentieri e Silvia Vegetti Finzi; il magistrato Giuseppe Ayala; il giornalista inglese Misha Glenny; il neuroscienziato Bruno G. Bara; la divulgatrice scientifica Sylvie Coyaud; lo chef Carlo Cracco; il poeta Maurizio Cucchi; il biblista Paolo De Benedetti; gli storici Carlo Ginzburg e Alessandro Barbero; l’enigmista Stefano Bartezzaghi; il giornalista enogastronomico Allan Bay; i filosofi Remo Bodei, Armando Massarenti, Vito Mancuso, Laura Boella, Salvatore Natoli; lo scienziato Edoardo Boncinelli, la grecista Eva Cantarella; il critico e giornalista culturale Antonio Gnoli; lo scrittore e giornalista Carlo Grande; gli architetti Emiliano Armani e Andrew Todd; l’etologo Danilo Mainardi; il logico Matteo Motterlini; lo scrittore Giulio Mozzi; il matematico Piergiorgio Odifreddi; l’attore, regista e scrittore Moni Ovadia; lo storico del design Vanni Pasca Raymondi; lo scrittore e storico della letteratura Walter Siti; il violoncellista e compositore Giovanni Sollima; il pianista e compositore Cesare Picco; il giardiniere e scrittore Umberto Pasti; l’editor e traduttore Davide Tortorella; lo scrittore Vittorio Sermonti; l’attore e regista Toni Servillo.
E ancora per i più piccoli: Fabia Bellese con Editoriale Scienza; lo stilista Stephan Janson; Chiara Mainetti con Fondazione Mondadori; Matefitness; Cittàdellarte Fondazione Pistoletto con Associazionedidee; l’illustratore Alessandro Sanna; l’artista Marta Dell’Angelo con la studiosa di neuroestetica Ludovica Lumer.
Le invio i link :
al sito di Ecosmorzo (Roma), http://www.ecosmorzo.it
alla rubrica sul mio: http://www.sandracollauto.org/spip.php?rubrique24
il cellulare di Marco Fantuzzi, 3497344635, del Museo dei colori naturali di Lamoli
Buon lavoro!
Buongiorno. Le avevo inviato un mio lungo commento a questo suo post, oramai diversi giorni fa; in cui, senza stupidamente offendere come il precedente commentatore, mettevo in dubbio il rapporto tra la ricerca da lei presa in esame e le conclusioni da lei poste. Mi spiace non vederlo pubblicato; non è un buon segno e nemmeno una cosa molto gradevole. Era un commento lungo a cui avevo dedicato un lungo tempo di riflessione. Prima di voler pensare che è molto più semplice pubblicare considerazioni stupide ()come quelle del mio predecessore() che una riflessione attenta, spero lei abbia avuto poco tempo per leggere e convalidare i post. Resto in attesa, quindi, di veder pubblicata la mia vecvchia riflessione o di sapere, come mai, si è ritenuto opportuno non pubblicarla.
Grazie.
Francesco Chiantese
Sul mio sito (link) www.unavocesulpentagramma.com questo mio picolo contributo su Anna magnani:
"Nannarella" carattere e realismo all’infinito Amata da tanti.... abbandonata da troppi.........
A cento anni dalla sua nascita, Anna Magnani, è rimasta nei cuori di tutte le persone che hanno vissuto ansie, dolori e vicissitudini, interpretate con disinvolta magia, da un’attrice che “Trasmigrava” interamente nel personaggio, formandone un tutt’uno, capace di coinvolgimenti emotivi che ancora oggi, sono e resteranno, segni di un’immortalità artistica ineguagliata.
Donna dal carattere forte e sensibile, ha vissuto per il teatro prima….poi per il grande schermo, interpretando ruoli di donna forte, grintosa e piena di risentimento contro un mondo da più parti, con lei stessa crudele.
Chi di noi non ha pianto, entrando suo malgrado, nel personaggio profondamente ferito ma risoluto ed altero, magnificamente interpretato dalla Magnani nel film “Roma Città Aperta”?
Molte donne, coetanee dell’Annarella Nazionale, si specchiavano nei suoi personaggi sempre vivi e colorati da un’ironia mista a tristezza, riconoscendosi rappresentate in una finzione scenica che presentava senza ombra di dubbio, un indiscusso realismo.
Anna Magnani, viveva il proprio successo senza clamore; non amava “Fronzoli” accondiscendenti tratti dal repertorio di diva indiscussa…. ma nella vita, così come nella scena, era sempre se stessa con pregi e limiti di un essere umano. Per questo era amata dal pubblico e desiderata dai più grandi registi dell’epoca.
Col passare degli anni, Anna Magnani, cominciò ad eclissarsi e tutti gli amici, imbottiti di quell’opportunismo duro a morire, si fecero in disparte, lasciandola sola ed immersa in una tristezza che man mano, soffiando come un vento di tramontana nel suo cuore sensibile, le consumò l’ultimo respiro.
Quella maschera impenetrabile ma plasmabile agli eventi più reconditi della sua difficile personalità, resterà impressa nell’arte, come stimmate ricevute nel dolore, capaci di diffondere ogni tipo di sentimento; anche quello più contraddittorio o dolorosamente inevitabile.
Grazie “Annarella” voce di una poesia triste, da leggere più volte, senza comprenderne a fondo il vero ed unico significato.
Piero B.
Grazie e complimenti per la sua poesia.
Scusa quella del professore giapponese non l’avevo letta. Adesso sì, adesso credo!!!!
P.S. se l’acqua fresca funziona bevetene un ettolitro almeno, ne avete davvero bisogno
Ciao Sandra, in chiaro spirito interreligioso mi é parsa significativa, nella sua semplicità, questa definizione (non proprio laica) del sentimento dell’amicizia: Un amore che diventa amicizia ""C’è una seconda caratteristica dell’Amore di Dio e, quindi, del suo Figlio Gesù verso di noi, ed è l’amicizia. "Voi siete miei amici… Non vi chiamo più servi… ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre, l’ho fatto conoscere a voi" Noi di solito pensiamo che l’amicizia sia un sentimento in qualche misura inferiore all’amore. Al contrario, l’amicizia, nel Vangelo, è la perfezione dell’amore. Quello che noi diciamo “amore” alle volte appartiene solo all’ordine della carne e del sangue,all’ordine della natura. L’amicizia appartiene all’ordine dello spirito, della libera elezione."" S.E. Rev.ma Mons. ADRIANO CAPRIOLI Diocesi di REGGIO EMILIA-GUASTALLA
Ti ricordo sempre con simpatia ... anche se rari i nostri incontri, gianni